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Un cane robot per difendere i greggi dagli attacchi dei lupi è al centro di un progetto sperimentale nato in Veneto, che negli ultimi giorni ha acceso una discussione piuttosto vivace. Il motivo principale riguarda i soldi, perché l’iniziativa costa circa 70 mila euro e a molti questa cifra è sembrata difficile da giustificare. Allo stesso tempo, però, i primi riscontri arrivati dalla sperimentazione vengono descritti come promettenti. Proprio questo intreccio tra critiche e risultati incoraggianti rende la vicenda meno lineare di quanto possa apparire a prima vista.
Il concetto alla base è semplice da spiegare anche a chi non mastica tecnologia. Si tratta di affidare a una macchina il compito che di solito spetta ai cani da guardiania, cioè tenere alla larga i predatori dagli allevamenti e sorvegliare gli animali mentre pascolano. Non si parla di una soluzione già pronta e diffusa sul territorio ma di un test vero e proprio, pensato per capire se un dispositivo robotico possa davvero dare una mano agli allevatori alle prese con la presenza del lupo.
Chi ha voluto il cane robot e con quali partner
A finanziare l’iniziativa è la Regione Veneto, che ha scelto di puntare su questa sperimentazione coinvolgendo due realtà ben precise. Da una parte c’è Veneto Agricoltura, dall’altra l’Università di Padova, con cui il progetto è stato sviluppato in collaborazione. Si tratta quindi di un lavoro che mette insieme un ente pubblico, il mondo agricolo e quello accademico, ciascuno con il proprio ruolo all’interno della sperimentazione.
La presenza dell’ateneo padovano dà all’operazione un’impronta scientifica. Il progetto infatti nasce come prova sul campo, con l’obiettivo di verificare se un robot sia in grado di funzionare come deterrente nei confronti dei lupi. In altre parole, l’idea non è sostituire dall’oggi al domani i metodi tradizionali di protezione delle greggi ma capire se questa tecnologia possa rappresentare uno strumento utile per chi lavora ogni giorno con il bestiame al pascolo.
La bufera sui 70 mila euro e i primi risultati
Il punto più contestato riguarda proprio i costi. La spesa di circa 70 mila euro ha scatenato una vera e propria bufera, con critiche rivolte all’opportunità di investire una somma del genere in un dispositivo ancora sperimentale. Per una parte dell’opinione pubblica il cane robot è apparso più come una curiosità tecnologica che come una risposta concreta a un problema sentito da tanti allevatori veneti.
Dall’altra parte, però, ci sono i dati raccolti finora durante la fase di prova. I risultati iniziali vengono definiti promettenti e indicano che il macchinario sviluppato con l’Università di Padova sta dando segnali positivi nel suo compito di tenere lontani i predatori. È su questi primi esiti che si basa la prosecuzione della sperimentazione, finanziata dalla Regione Veneto e portata avanti insieme a Veneto Agricoltura per proteggere le greggi dai lupi durante il pascolo.
Fonte: TecnoAndroid


