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Lo scioglimento del permafrost ha dato vita a un nuovo tipo di frana di grandi dimensioni, diverso dai cedimenti del terreno a cui si è abituati a pensare. Il fenomeno prende il nome di frana per distacco del permafrost e ha una dinamica precisa: grandi lastre di terra congelata cominciano a sciogliersi dal basso e poi, una volta perso il loro appoggio, scivolano a valle lungo il pendio.
Si tratta di un meccanismo che mette al centro proprio il suolo ghiacciato, quello che per definizione dovrebbe restare stabile e compatto. In questo caso invece è la sua trasformazione a innescare il movimento. La particolarità sta tutta nel punto da cui parte il problema, perché il disgelo non avviene in superficie ma nella parte inferiore della lastra di terreno congelato.
Come si muove la terra ghiacciata
Il cuore della questione è il disgelo dal basso. Una porzione di terreno che rimane ancora gelata nella parte superiore comincia a perdere consistenza alla base, cioè proprio dove dovrebbe ancorarsi al resto del versante. Quando questo strato inferiore si scongela, il blocco sopra di esso non trova più la presa necessaria per restare dov’è e inizia a scendere.
Ciò che rende queste frane di grandi dimensioni così particolari è il fatto che a muoversi non sono detriti sparsi o fango che cola lentamente, ma vere e proprie lastre di terra ghiacciata. Pezzi interi di pendio si staccano e scivolano verso il basso mantenendo in buona parte la loro forma, come se fossero placche che perdono aderenza sulla superficie sottostante. È una differenza che conta parecchio. Un normale smottamento tende a coinvolgere materiale che si disgrega man mano che scende. Qui invece la massa che si sposta parte compatta proprio perché la sua parte superiore resta congelata, mentre a cedere è soltanto lo strato che fa da base.
Un fenomeno legato allo scioglimento del permafrost
Il legame con il permafrost che si scioglie è diretto. Senza il disgelo di questo terreno normalmente gelato, il distacco delle lastre non avrebbe modo di verificarsi, perché è proprio la perdita di solidità alla base a dare il via all’intero processo. Lo scioglimento non si limita quindi ad ammorbidire il suolo ma finisce per creare le condizioni di una nuova categoria di frane.
Parlare di un nuovo tipo di movimento franoso significa riconoscere che il comportamento di questi pendii non rientra pienamente negli schemi già noti. La sequenza è sempre la stessa: il terreno congelato si scioglie dal basso, la lastra si separa da ciò che la sorregge e poi scivola giù lungo il versante.
Per chi studia il territorio questo meccanismo rappresenta un elemento in più da considerare quando si osservano le zone dove il suolo ghiacciato è presente. Le frane per distacco del permafrost nascono infatti da un processo che parte in profondità, nella parte inferiore delle lastre di terra congelata, prima che queste si stacchino e scendano a valle.
Fonte: TecnoAndroid


