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Cambiamento climatico: i dati sono ancora altalenanti
La pressione sui governi aumenta: le temperature globali devono essere riportate a 1,5 °C e ciò richiede un’accelerazione significativa su tutti i fronti. La COP30 di Belém rappresenta una tappa fondamentale in tale percorso. Ciò con l’obiettivo di consolidare risultati concreti. Oltre che estendere l’attuazione degli Accordi di Parigi a tutte le economie e assicurare che i benefici derivanti dall’azione climatica siano equamente distribuiti tra le popolazioni della Terra.
Non tutti gli osservatori condividono un’opinione ottimista. António Guterres, Segretario generale delle Nazioni Unite, sottolinea che è stato mancato un obiettivo importante. Ovvero quello di limitare l’incremento delle temperature a 1,5 °C. Secondo Guterres, gli impegni finora presentati dai governi sono insufficienti. Solo un Paese su tre ha fornito i propri NDC, tra cui non figurano Stati Uniti e Unione Europea. Il risultato è che la riduzione del 10% delle emissioni prevista a livello globale non sarà sufficiente. Servirebbe un taglio del 60% per evitare conseguenze irreversibili.
La sfida climatica, dunque, non è solo una questione ambientale. Ma un banco di prova per la cooperazione internazionale. La capacità di accelerare gli interventi e includere tutti i Paesi nelle strategie globali determinerà non solo il successo degli Accordi di Parigi. Ma anche la resilienza del pianeta di fronte agli eventi estremi.










