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Calamari e cefalopodi: l’RNA modificato che li rende quasi alieni

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I calamari e gli altri cefalopodi potrebbero essere quanto di più vicino a un’intelligenza aliena si possa immaginare senza lasciare la Terra. Uno studio ha infatti messo in luce una caratteristica davvero particolare di questi animali, che riescono a modificare il proprio RNA in un modo unico. Il risultato è una notevole flessibilità genetica ottenuta senza toccare il DNA, cioè senza intervenire sul patrimonio ereditario vero e proprio.

Il paragone con gli extraterrestri non nasce da una suggestione fantascientifica. Questi molluschi possiedono una linea evolutiva diversificata che sembra arrivare da un mondo completamente diverso rispetto a quello di molte altre creature conosciute. Ed è proprio questo percorso così distante a renderli tanto affascinanti agli occhi dei ricercatori.

Perché il caso dei calamari è così particolare

Per capire la portata della scoperta conviene fare un piccolo passo indietro. Nella maggior parte degli esseri viventi il DNA custodisce le istruzioni di base, mentre l’RNA funziona come una sorta di copia operativa di quelle istruzioni, quella che viene effettivamente utilizzata per far funzionare le cellule. Di solito questa copia resta piuttosto fedele all’originale. Nei cefalopodi invece le cose vanno diversamente, perché l’RNA viene ritoccato in maniera unica e questo apre la strada a un margine di adattamento molto ampio.

Il punto chiave sta tutto qui. Modificare l’RNA significa poter cambiare il modo in cui le informazioni genetiche vengono lette e usate, lasciando però intatto il codice di partenza. Un po’ come se un musicista potesse reinterpretare uno spartito ogni volta in modo diverso senza mai riscriverne le note. Per i calamari questa possibilità si traduce in una flessibilità che altri organismi semplicemente non hanno, almeno non con la stessa intensità.

Non si tratta quindi di mutazioni che vengono trasmesse in modo permanente da una generazione all’altra. È piuttosto un meccanismo che lavora a un livello diverso, più immediato, e che consente a questi animali di giocare con il proprio corredo genetico senza alterarne le fondamenta. Una strategia che, vista da fuori, appare quasi controintuitiva rispetto a quanto accade nella stragrande maggioranza delle specie.

Una linea evolutiva che sembra venire da lontano

L’idea di un’intelligenza aliena legata ai cefalopodi trova quindi una base concreta proprio in questa diversità. La loro storia evolutiva ha preso strade proprie, così distanti da far pensare a forme di vita nate in un contesto completamente differente. Polpi, seppie e calamari condividono questa eredità e rappresentano una sorta di esperimento naturale parallelo, sviluppatosi seguendo regole tutte sue.

È anche per questo che gli scienziati guardano a questi animali con un interesse speciale. Studiare il modo in cui modificano l’RNA aiuta a comprendere quante soluzioni diverse l’evoluzione possa trovare per affrontare gli stessi problemi di sopravvivenza e adattamento. Il confronto con le altre specie mostra quanto il percorso dei cefalopodi sia stato originale e poco convenzionale.

La particolarità più evidente resta comunque quella messa in luce dallo studio. Questi molluschi godono di una grande flessibilità genetica che non passa da cambiamenti nel DNA ma da un intervento mirato e unico sull’RNA, un tratto che li distingue nettamente da gran parte del regno animale e che li colloca, almeno nell’immaginario, a metà strada tra il mare profondo e un pianeta lontano.

Fonte: TecnoAndroid

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