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Chi considera la riproduzione umana un capolavoro dell’evoluzione farebbe bene a osservare da vicino gli afidi, minuscoli insetti che hanno trasformato il concetto stesso di famiglia in qualcosa di molto più rapido e pratico. Il loro modo di mettere al mondo la prole sembra uscito dritto da “L’attacco dei cloni”, solo che stavolta la fantascienza non c’entra nulla. Gli afidi hanno preso quell’idea fin troppo alla lettera, con figli che sono copie perfette dei genitori, nipoti già pronti prima ancora di nascere, ali che compaiono solo quando servono e un rapporto con il sesso che definire occasionale sarebbe generoso.
Messo a confronto con il percorso lungo e complicato che porta alla nascita di un essere umano, il sistema di questi piccoli insetti appare quasi offensivo nella sua semplicità. E non è una battuta, o almeno non del tutto.
Cloni vivi e nipoti già pronti
Il primo elemento che lascia a bocca aperta riguarda i cloni. Gli afidi non hanno bisogno di trovare un partner per avere discendenti, perché una femmina può generare da sola nuovi individui geneticamente identici a lei. Niente corteggiamenti, niente ricerca dell’anima gemella, nessuna attesa. La prole viene messa al mondo viva, già formata, senza passare per la fase delle uova da covare o proteggere.
Come se non bastasse c’è un dettaglio che sembra uno scherzo della natura. Dentro la madre si sviluppa la figlia e dentro quella figlia, ancora prima che venga alla luce, si sta già formando la generazione successiva. In pratica i nipoti sono precaricati, pronti a entrare in scena senza perdere tempo. Una specie di matrioska biologica in cui ogni bambola contiene già la successiva, con un vantaggio enorme in termini di velocità.
Per una popolazione che vive di tempi stretti questo meccanismo è una vera e propria scorciatoia. Dove gli esseri umani devono aspettare anni prima che una nuova generazione sia in grado di riprodursi, negli afidi il passaggio di testimone è praticamente già avviato al momento della nascita. Un sistema che punta tutto sull’efficienza e lascia poco spazio agli imprevisti.
Ali su richiesta e sesso solo se indispensabile
Un altro aspetto curioso riguarda le ali. Gli afidi non nascono tutti uguali da questo punto di vista, perché le ali sono di fatto un optional. Alcuni individui le sviluppano, altri ne fanno tranquillamente a meno. Avere le ali permette di spostarsi e raggiungere nuovi luoghi, mentre restare senza consente di concentrare le energie su altro, a cominciare proprio dalla produzione di nuovi cloni.
È una flessibilità che agli esseri umani manca del tutto. Nessuno può decidere di dotare un figlio di qualche accessorio in più a seconda delle circostanze, mentre negli afidi l’equipaggiamento sembra adattarsi alle esigenze del momento. Una soluzione su misura che rende questi insetti sorprendentemente versatili.
Poi c’è il capitolo del sesso, che nel mondo degli afidi ha un ruolo decisamente marginale. La riproduzione sessuata non viene abbandonata del tutto, ma entra in gioco solo quando è assolutamente necessaria. Per il resto del tempo la clonazione basta e avanza, e gli afidi tirano dritto con le loro copie identiche senza complicarsi la vita. Il sesso rimane una sorta di carta di riserva da giocare soltanto quando non esistono alternative, lontanissimo dalla centralità che ha nella riproduzione umana.
Cloni vivi, nipoti già pronti nel grembo, ali facoltative e rapporti ridotti al minimo indispensabile compongono così il quadro di un sistema riproduttivo che, almeno sulla carta, sembra aver risolto molti dei problemi con cui la nostra specie fa i conti da sempre. È proprio per questo che gli afidi vengono indicati come i detentori di un metodo migliore, con la riproduzione sessuata relegata a semplice piano di emergenza.
Fonte: TecnoAndroid


