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I buchi neri possono scontrarsi e fondersi in un unico oggetto ancora più massiccio, e su questo la comunità scientifica non ha dubbi. La domanda che alcuni ricercatori hanno deciso di porsi è però un’altra e suona quasi come una provocazione. Un buco nero può fare il percorso inverso e dividersi in due? L’idea sembra controintuitiva, eppure gli autori di un nuovo lavoro teorico sostengono che in certe circostanze questo scenario potrebbe non essere del tutto escluso.
Il punto di partenza è semplice da raccontare. Quando due di questi giganti cosmici si avvicinano abbastanza finiscono per unirsi, e il processo di fusione viene considerato una sorta di strada a senso unico. Ciò che entra non esce, e ciò che si unisce resta unito. Proprio questa apparente regola viene messa in discussione dagli autori, che provano a immaginare se la natura consenta anche il movimento opposto, cioè uno sdoppiamento.
Quando un buco nero “indossa i pantaloni”
Per descrivere questo scenario gli studiosi ricorrono a un’immagine piuttosto curiosa. Se le loro argomentazioni fossero corrette, i buchi neri potrebbero talvolta “indossare i pantaloni”. La metafora richiama una forma ben precisa, con un’unica parte superiore che a un certo punto si apre in due gambe distinte. Nel caso della fusione la lettura è dal basso verso l’alto, con due oggetti separati che confluiscono in uno solo. Nella divisione ipotizzata il disegno andrebbe invece letto al contrario, con un singolo oggetto che si biforca.
Si tratta di un modo efficace per rendere comprensibile un concetto altrimenti molto astratto. Non serve una formazione da fisico teorico per cogliere il senso della figura. Due tubi che diventano uno, oppure uno che diventa due, a seconda della direzione in cui si osserva la scena. Ed è proprio qui che la questione si fa interessante, perché la simmetria del disegno lascia intuire che la divisione di un buco nero sia almeno pensabile sul piano geometrico.
Bisogna comunque essere prudenti. Gli autori presentano le loro come argomentazioni teoriche e il condizionale resta d’obbligo. Il lavoro non annuncia l’osservazione diretta di un buco nero che si spezza, ma esplora la possibilità che le leggi della fisica non vietino in modo assoluto un evento del genere.
La domanda sulle tasche
L’immagine dei pantaloni porta con sé anche un risvolto decisamente ironico. Se davvero un buco nero può indossare i pantaloni, allora viene spontaneo chiedersi se sia anche la propria tasca. La battuta gioca sul fatto che questi oggetti inghiottono tutto ciò che passa troppo vicino, un po’ come una tasca senza fondo nella quale le cose spariscono senza più tornare indietro.
Dietro il tono scherzoso c’è comunque un tema serio. La possibilità di uno sdoppiamento costringe a ripensare il modo in cui questi corpi vengono immaginati, non più soltanto come entità destinate a crescere attraverso unioni successive ma come strutture che, almeno in teoria, potrebbero anche separarsi. La fusione resta il fenomeno noto e documentato, mentre la scissione rimane per ora un’ipotesi formulata sulla carta.
Gli autori non si spingono oltre ciò che le loro argomentazioni consentono di dire. Sostengono che i buchi neri potrebbero talvolta comportarsi in questo modo, senza affermare che accada di frequente o che sia già stato osservato. Ed è proprio su quel “talvolta” che si gioca tutta la partita, con la domanda sulle tasche lasciata lì come un piccolo enigma accanto all’immagine dei pantaloni cosmici.
Fonte: TecnoAndroid


