Vai al contenuto
Offerte

Bollo auto, esenzione permanente per famiglie con tre figli

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

La nuova Legge di Bilancio porta con sé un’esenzione dal bollo auto pensata su misura per le famiglie numerose, che potranno contare su una deroga strutturale alla tassa automobilistica e non più su un beneficio a tempo. Il provvedimento nasce da un’esigenza molto concreta: chi ha tre o più figli spesso non può fare a meno di un’auto spaziosa, e una regola tagliata soltanto sulle utilitarie avrebbe finito per escludere proprio chi si sposta ogni giorno con l’intera famiglia a bordo.

Il Disegno di Legge interviene sull’esenzione generale varata a settembre, che nella versione originaria valeva solo per il 2027 e riguardava esclusivamente le vetture più piccole. Accanto a quella misura prende forma un binario parallelo, questa volta con un’esenzione permanente, riservato ai nuclei con almeno tre figli a carico. La norma base esonera dal pagamento le singole auto fino a 80 kW, ovvero 109 CV. Per le famiglie con almeno tre figli, di cui almeno uno minorenne al 1° gennaio dell’anno di riferimento, i limiti tecnici vengono invece alzati in maniera sensibile.

Requisiti tecnici e rimborso del bonus monovolume

Per questa categoria l’agevolazione si applica a una sola vettura familiare, purché omologata per un numero di posti compreso tra sei e nove. C’è poi un tetto alla potenza, che non deve superare i 133 kW, pari a 180 CV. Sul fronte delle alimentazioni la scelta è piuttosto ampia, visto che rientrano nel perimetro le motorizzazioni a benzina, a gasolio e quelle ibride. In pratica il beneficio è cucito addosso alle classiche monovolume, le auto che per molte famiglie con tanti figli restano l’unica soluzione davvero praticabile.

Il vantaggio economico non arriva sotto forma di semplice esonero ma come contributo versato direttamente dall’Inps, che individua gli aventi diritto incrociando i propri dati con quelli del Ministero delle Infrastrutture. L’importo massimo rimborsabile è di 385,71 euro. La somma ricevuta non fa cumulo ai fini fiscali e non pesa nemmeno sul calcolo dell’Isee, un dettaglio tutt’altro che secondario per chi accede ad altre prestazioni legate alla situazione economica del nucleo.

La norma fissa anche regole precise di assegnazione, così da evitare che all’interno della stessa famiglia si sommino più agevolazioni. Se un nucleo possiede più monovolume con le caratteristiche richieste, il contributo viene attribuito d’ufficio alla vettura con la potenza inferiore, senza margini di scelta da parte dei proprietari.

Il bivio tra le due esenzioni e i numeri della misura

Il legislatore ha previsto inoltre un vincolo di alternatività tra il cosiddetto bonus monovolume e l’esenzione generale. Ottenere il beneficio per l’auto da sei a nove posti fa decadere automaticamente il diritto all’esonero standard per le eventuali vetture fino a 80 kW presenti nello stesso parco auto familiare. Le famiglie che possiedono sia un mezzo capiente sia una piccola utilitaria si troveranno quindi davanti a un vero bivio fiscale e dovranno fare due conti per capire quale delle due esenzioni garantisca il risparmio più alto, dato che non sarà possibile sfruttarle entrambe nello stesso anno.

Con il progressivo calo demografico che interessa l’Italia, dove il tasso di fecondità è sceso a 1,14 figli per donna, l’impatto concreto della misura sarà comunque piuttosto limitato. Le stime del governo parlano di una platea di appena 47.553 nuclei familiari con i requisiti necessari. Ipotizzando l’erogazione del rimborso massimo a tutti i beneficiari, il costo complessivo arriverebbe a 18,3 milioni di euro all’anno. Si tratta di una cifra marginale rispetto al peso della maxi esenzione generale sulle auto fino a 80 kW, che costerà alle Regioni circa 2,3 miliardi di euro ogni anno.

Fonte: TecnoAndroid

Condividi:
29 Condivisioni