In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni
Le balenottere azzurre sembrano essersi volatilizzate dalle acque delle Galápagos. Un programma nato con l’obiettivo di applicare trasmettitori satellitari a questi giganti dell’oceano ha passato 4 mesi a perlustrare la zona attorno all’arcipelago, senza riuscire a trovarne nemmeno una. Il risultato della campagna è stato quindi pari a zero e, tra le possibili spiegazioni di un’assenza così netta, l’indiziato principale è El Niño.
La notizia ha un peso particolare proprio perché il progetto era stato costruito attorno a un presupposto semplice: per marcare un animale bisogna prima incontrarlo. Senza avvistamenti non c’è modo di procedere con il tracciamento, e così un intero periodo di lavoro sul campo si è chiuso senza neppure un esemplare dotato di dispositivo. Un esito che va oltre la semplice sfortuna e che apre una domanda piuttosto concreta su dove siano finiti questi cetacei.
Una ricerca durata 4 mesi senza avvistamenti
Quattro mesi rappresentano un arco di tempo tutt’altro che breve per una missione di questo tipo. Non si tratta di qualche uscita in mare andata male, ma di una finestra lunga in cui le probabilità di intercettare almeno qualche balenottera azzurra avrebbero dovuto essere ragionevoli. Il fatto che nessun animale sia comparso nelle acque dell’arcipelago rende il dato ancora più significativo e difficile da archiviare come un semplice caso.
Il programma puntava a seguire gli spostamenti di questi mammiferi grazie ai segnali inviati via satellite, uno strumento che permette di ricostruire rotte e abitudini su distanze enormi. L’idea era proprio questa: capire meglio i movimenti dei cetacei nella regione, osservandoli nel tempo invece che con avvistamenti occasionali. Senza esemplari da marcare, però, la raccolta di informazioni non è nemmeno potuta partire.
Le Galápagos, del resto, sono conosciute come una delle aree marine più ricche e studiate del pianeta. Proprio per questo l’assenza totale dei grandi cetacei durante la campagna ha colpito chi si occupa di fauna marina, perché ribalta le aspettative con cui il progetto era stato avviato.
Il possibile ruolo di El Niño
Sul banco degli imputati finisce il fenomeno climatico El Niño, che interessa l’oceano Pacifico e ne modifica le condizioni. Quando si manifesta, la temperatura delle acque cambia e con essa può cambiare anche la distribuzione del cibo di cui si nutrono molte specie. Per animali che dipendono da grandi quantità di prede, uno spostamento delle risorse può tradursi in uno spostamento degli stessi predatori.
Al momento, però, si parla di un’ipotesi e non di una certezza. Il collegamento tra il fenomeno e la scomparsa delle balenottere azzurre dalle acque dell’arcipelago viene indicato come una possibile causa, non come una spiegazione confermata. È plausibile che gli animali abbiano semplicemente scelto altre zone, seguendo condizioni più favorevoli lontano dalle isole, ma i dati raccolti durante la missione non permettono di dirlo con sicurezza proprio perché nessun esemplare è stato avvicinato.
Il punto, paradossalmente, è tutto qui. I trasmettitori avrebbero dovuto aiutare a chiarire dove si muovono questi cetacei e come reagiscono ai cambiamenti dell’ambiente, eppure la loro assenza ha impedito di raccogliere proprio le informazioni che servirebbero a spiegarla. La campagna di marcatura attorno alle Galápagos si è chiusa dopo 4 mesi senza alcuna balenottera azzurra individuata.
Fonte: TecnoAndroid


