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Bolletta luce in Spagna oltre 104 euro, mai così alta dal 2022

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La bolletta della luce in Spagna ha superato i 104 euro per l’utente medio con tariffa regolata, e lo ha fatto proprio mentre il fotovoltaico si confermava la prima fonte del mix elettrico per il sesto mese consecutivo. A settembre il sole ha dominato la produzione nazionale, eppure la tecnologia più economica non è bastata da sola a frenare l’effetto dell’inflazione sui prezzi dell’energia. A pagarne le conseguenze sono gli utenti del PVPC, il Precio Voluntario para el Pequeño Consumidor, che conta 8,2 milioni di consumatori, pari al 27,4% del totale. Secondo uno studio dell’associazione FACUA Consumidores en Acción, in appena cinque mesi la spesa è cresciuta di quasi 40 euro e oggi si parla del conto più salato degli ultimi quattro anni.

Bolletta luce in Spagna: una corsa iniziata a maggio

I numeri del rapporto raccontano una salita costante. A settembre la bolletta dell’utente medio con PVPC ha raggiunto 104,31 euro, con un aumento del 28% rispetto allo stesso mese del 2025, quando si era fermata a 57,85 euro. Il confronto con agosto, chiuso a 96,65 euro, segna invece un rincaro del 7,9%. La tendenza al rialzo era partita a maggio e non ha mai davvero rallentato. Una cifra del genere non si vedeva dal 2022, anno in cui la crisi energetica scatenata dall’invasione russa dell’Ucraina aveva spinto il conto fino a 137,93 euro.

Per i suoi calcoli FACUA prende come riferimento un profilo tipo con una potenza contrattuale di 4,4 kW, identica nelle fasce di punta e di valle, e un consumo di 366 kWh al mese. Un consumatore piuttosto ordinario, insomma, che rende bene l’idea di quanto il rincaro pesi sulle famiglie.

Come si forma il prezzo della tariffa regolata

Il PVPC è una tariffa elettrica gestita dal Governo spagnolo e il suo prezzo dipende da due riferimenti distinti. Il primo è il pool, cioè il mercato all’ingrosso dell’elettricità. Qui il prezzo nasce da un’asta in cui le offerte dei produttori vengono incrociate con gli ordini di acquisto, partendo dalla più economica fino alla più cara. L’ultima offerta necessaria a coprire la domanda stabilisce il prezzo marginale di quell’ora. Il secondo riferimento sono i mercati a termine, o futures, dove una società di vendita può acquistare energia a medio e lungo periodo a un prezzo concordato in anticipo.

Fino al 2024 la tariffa regolata era legata direttamente al mercato all’ingrosso, e ogni oscillazione del pool finiva quasi subito nella fattura, con una volatilità altissima. Da quell’anno si è scelto di introdurre gradualmente i contratti a termine nel calcolo, così da stabilizzare i costi. Nel 2026, secondo la Comisión Nacional de los Mercados y la Competencia, il 55% del riferimento di mercato proviene dai mercati a termine e il restante 45% dai mercati giornaliero e infragiornaliero. Ogni sera alle 20:15 Red Eléctrica pubblica tramite la piattaforma Esios i prezzi del giorno successivo.

A settembre il fotovoltaico ha effettivamente calmierato il pool, soprattutto nelle ore centrali della giornata. Il problema è arrivato dal vento, perché un contributo più debole dell’eolico ha costretto il sistema ad affidarsi di più a tecnologie con costi marginali elevati. Per questo FACUA chiede che fonti meno convenienti come il nucleare e l’idroelettrico vengano escluse dall’asta quotidiana e sottoposte a un prezzo fisso da rivedere periodicamente.

Il taglio delle tasse e i suoi limiti

Per contenere i rincari, alla fine di settembre il Consiglio dei Ministri ha approvato una riduzione temporanea delle imposte pensata per alleggerire il peso sui consumatori nei prossimi mesi. Il Real Decreto prevede per novembre un taglio dell’IVA dal 21% al 10% e dell’Imposta Speciale sull’Elettricità dal 5,11% allo 0,5%. Lo sconto scatta però solo a una condizione precisa, ovvero che l’indice dei prezzi al consumo dell’energia di settembre superi il 15%.

Se la misura entrasse in vigore, su una bolletta da 104,31 euro come quella registrata a settembre il risparmio sarebbe di appena 13,65 euro. Una cifra che FACUA giudica insufficiente, tanto da sollecitare l’Esecutivo a interventi più incisivi, in particolare sui meccanismi che determinano il prezzo dell’elettricità.

Fonte: TecnoAndroid

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