Il progetto di un fuoristrada capace di BMW di dare battaglia a Mercedes Classe G e Land Rover Defender è naufragato proprio quando sembrava a un passo dalla luce verde definitiva. Nelle ultime settimane la Casa bavarese ha incassato una serie di notizie tutt’altro che incoraggianti e, tra queste, spicca la cancellazione del maxi SUV che avrebbe dovuto giocarsela con i giganti del segmento off road. Dopo mesi di indiscrezioni sul lancio, la produzione non avrebbe mai ottenuto l’approvazione finale.
Un progetto accantonato all’ultimo miglio
Il robusto fuoristrada tedesco sarebbe stato messo da parte proprio nella fase conclusiva di approvazione, anche se va detto che di un modello del genere non c’era mai stato alcun annuncio ufficiale. Frank van Meel, numero uno di BMW M, aveva lasciato intendere che non avrebbe chiuso la porta a un SUV ad alte prestazioni firmato dalla divisione sportiva. E il marchio stava valutando sul serio l’idea di portare sul mercato un veicolo pensato per chi cerca dimensioni generose, costruito sull’architettura della X5.
Questo SUV avrebbe dovuto raccogliere l’eredità della XM, il super SUV di lusso ad alte prestazioni. Un modello che nella versione base ibrida plug in offriva 476 CV, con varianti da 653 CV e la più cattiva di tutte, la Label Red, capace di arrivare a 748 CV. Ma in questo momento BMW non può permettersi altri inciampi. Ha sorpreso più di qualcuno l’assenza al prossimo Salone dell’Automobile di Parigi, una scelta che ha coinvolto anche il marchio Mini.
Ristrutturazione e tagli in arrivo
A complicare il quadro c’è stato il cambio al vertice. La nomina di Milan Nedeljkovic come nuovo amministratore delegato, al posto di Oliver Zipse, ha già scombinato i piani. A metà giugno, in occasione del profit warning, la nuova guida ha annunciato un piano per abbassare i costi attraverso ulteriori misure strutturali. Il direttore finanziario Walter Mertl aveva parlato di spese di ristrutturazione una tantum per un miliardo di euro, con il rischio concreto che il conto finisca per gravare soprattutto sui dipendenti.
La stampa tedesca e un portavoce dell’azienda hanno confermato che il consiglio di fabbrica ha trovato un accordo per tagliare circa 8.000 posti di lavoro in tutto il mondo, all’interno di un programma di riorganizzazione del personale. Il piano di incentivi all’esodo sarà valido da ottobre 2026 fino alla fine del 2027 ed è rivolto a tutti i lavoratori tedeschi non direttamente coinvolti nelle attività produttive, senza distinzioni di ruolo o mansione.
BMW sta rivedendo da cima a fondo i suoi programmi futuri per costruire una struttura più leggera, ma oltre la metà degli esuberi potrebbe interessare gli operai degli stabilimenti in Germania. La speranza del marchio dell’Elica è che i nuovi modelli in arrivo sulla piattaforma Neue Klasse riescano davvero a fare la differenza sul mercato.










