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BMW 320Si E90: l’auto da omologazione WTCC sotto i 9.000 euro

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Esiste una BMW 320Si che si può portare a casa con meno di 9.000 euro, e dietro quel prezzo da utilitaria usata si nasconde una vera auto da omologazione, nata per vincere in pista. Tre esemplari di questa rarissima E90 sono attualmente in vendita nel Regno Unito, e la loro storia merita di essere raccontata. Il motivo è semplice. Pochi appassionati, anche in Europa, sanno davvero cosa sia.

Le competizioni hanno regalato al mondo alcune delle stradali più memorabili di sempre. Senza le regole che obbligavano le case a produrre decine, centinaia o migliaia di esemplari omologati per la strada non avremmo mai visto una targa su Plymouth Superbird, Audi Quattro, Porsche 911 GT3 o BMW E30 M3. Il problema è che quella miscela di rarità e pedigree sportivo ha reso quasi tutte queste vetture inavvicinabili per un appassionato medio. La 320Si fa eccezione. Ha contribuito a diversi titoli e, per spirito, è probabilmente più vicina alla prima M3 di qualsiasi M3 arrivata dopo. Mai venduta negli Stati Uniti e poco conosciuta perfino nel Vecchio Continente, oggi si trova a meno di 9.000 euro con pochi chilometri e addirittura sotto i 5.000 euro se ne ha percorsi parecchi.

Un motore pensato per il WTCC

Tutto parte nel 2005, quando BMW punta dritta al World Touring Car Championship. La E90 M3 era ancora lontana un paio d’anni e comunque non sarebbe andata bene, visto che il regolamento Super 2000 imponeva un limite di cilindrata di 2,0 litri. Serviva qualcosa sulla falsariga della vecchia E30 M3, cioè una vettura leggera con un quattro cilindri capace di girare alto, per tenere testa a Seat e Alfa Romeo.

La base scelta fu il motore N46 da 1.995 cc della normale 320i. L’alesaggio passò da 84 a 85 mm e la corsa venne accorciata di 2 mm fino a 88 mm, così da renderlo più incline a prendere giri. Valvole più grandi e un rapporto di compressione salito da 10,5 a 11,0:1 migliorarono respirazione ed efficienza. Il risultato fu un 1.997 cc con farfalla tradizionale al posto del sistema Valvetronic, all’epoca una novità per la casa, e un limitatore spostato più in alto di 800 giri, fino a 7.300. La testata veniva fusa nello stesso stabilimento di Landshut che produceva i motori di Formula 1, mentre il coperchio delle valvole in fibra di carbonio faceva risparmiare 10 kg.

Sulla carta però i numeri erano modesti. Appena 173 CV e 194 Nm, un bel passo avanti rispetto ai 143 CV della 320i ma niente di entusiasmante nemmeno allora, tanto che la 320d diesel di quell’anno arrivava a 163 CV. Lo scatto da 0 a 100 km/h richiedeva 8,1 secondi. La versione da corsa, giusto per dare un’idea, sviluppava 275 CV.

Dettagli nascosti, titoli e quotazioni

Anche l’estetica era piuttosto sobria. Solo i veri fanatici del marchio notavano i cerchi da 18 pollici in stile motorsport con pneumatici più larghi, i freni maggiorati e gli specchietti in cromo satinato. Per tutti gli altri sembrava una Serie 3 qualunque. Sotto la carrozzeria restava l’assetto M Sport di serie, abbinato però a un rapporto al ponte più corto da 4,10:1, con la velocità massima di 225 km/h raggiunta in sesta. Davanti c’erano anche dischi più grandi.

Il regolamento FIA chiedeva 2.500 esemplari e BMW finì per costruirne 2.600, nessuno dei quali spedito negli Stati Uniti. In pista invece la musica era diversa. La 320Si da corsa, con Andy Priaulx al volante, conquistò sia il titolo piloti sia quello costruttori nel 2006, al debutto, e fece il bis nel 2007. Chi guidava la versione stradale ha dovuto fare i conti con un difetto noto, perché le speciali canne dei cilindri in alluminio tendevano a sgretolarsi. La soluzione migliore nel 2026 è sostituirle con canne in acciaio in fase di ricostruzione, un intervento tutt’altro che economico anche se le auto costano poco.

Dei 500 esemplari destinati al mercato britannico, tre sono comparsi in vendita con prezzi compresi tra 3.900 e 7.995 sterline, più o meno tra 4.500 e 9.100 euro. Cifre minime se confrontate con una E30 M3, che oggi viaggia intorno ai 64.000 euro, o con una buona E90 M3, che ne chiede circa 30.000. Le quotazioni potrebbero salire quando l’importanza storica della Si verrà riscoperta, e dal 2030 la vettura diventerà importabile negli Stati Uniti grazie alla regola dei 25 anni.

Fonte: TecnoAndroid

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