Chi si aspettava che l’intelligenza artificiale servisse a spuntare tariffe più basse rischia una brutta sorpresa, perché con i biglietti aerei la musica sta cambiando in fretta. Il fenomeno ha pure un nome preciso, dynamic AI pricing, e serve alle compagnie per una cosa sola: farci tirare fuori qualche euro in più, soprattutto quando si prenota all’ultimo minuto.
Come funziona il dynamic AI pricing sui biglietti aerei
A mettere nero su bianco tutta la faccenda è un report pubblicato da Bloomberg, che documenta il tutto con i dati e cita direttamente le aziende già a bordo di questa nuova corsa. Nomi che pesano, tra l’altro. Delta Air Lines, Virgin Atlantic, WestJet, Azul Airlines. Tutte appoggiate a fornitori come Amadeus e PROS. La spinta arriva dall’aumento dei costi, in particolare quello del cherosene, il famigerato jet fuel che questa estate ha rischiato di mandare in fumo i piani di parecchi viaggiatori. Ci ha messo lo zampino anche la geopolitica, con la ripresa della guerra in Medio Oriente e l’ennesima chiusura dello stretto di Hormuz che si è fatta sentire sui prezzi.
Fino a poco tempo fa le compagnie seguivano una logica abbastanza prevedibile per ritoccare le tariffe in corsa. La regola classica diceva più o meno così: si alza il prezzo del 20% quando un quarto dei posti risulta prenotato. Semplice, quasi meccanico. L’intelligenza artificiale invece lavora in modo molto più raffinato, e purtroppo meno vantaggioso per chi compra, perché soppesa decine di variabili tutte insieme e in tempo reale. Anche quella vecchia storia del martedì come giorno d’oro per risparmiare sui voli, ecco, possiamo cominciare a metterla da parte.
La startup israeliana che aggiorna i prezzi in tempo reale
Tra chi sta facendo la voce grossa in questo mercato ancora giovane spicca Fetcherr, una startup israeliana con una piattaforma che aggiorna i costi al volo, seguendo l’umore del mercato. Tiene d’occhio le oscillazioni del petrolio, le mosse dei concorrenti, le tratte cancellate, la domanda che sale o scende. Il bello, o il brutto a seconda dei punti di vista, è che l’obiettivo dichiarato non è spremere ogni singolo passeggero fino all’ultimo centesimo, ma riempire il maggior numero possibile di posti. A spiegarlo è il co-fondatore Uri Yerushalmi.
“I nostri modelli analizzano decine, se non centinaia, di classi di variabili per calcolare le tariffe. Questo è possibile solo ora grazie all’intelligenza artificiale. La piattaforma è in grado di adattare immediatamente le offerte ogni volta che qualcosa cambia nel mercato.” C’è poi un altro tassello che si sta incastrando in questo quadro, ed è la rivendita. Stanno prendendo piede le soluzioni che permettono di cedere il proprio biglietto, magari comprato tempo prima a un prezzo più basso, a chi invece deve partire di corsa e ha bisogno di un posto all’ultimo secondo. E anche qui, guarda un po’, l’intelligenza artificiale si infila nel mezzo, facendo da intermediario tra chi vende e chi cerca disperatamente di salire su quell’aereo.


