Pete Hines, storico veterano di Bethesda, è tornato a parlare pubblicamente per difendere a spada tratta lo studio e il lavoro di Todd Howard. Il messaggio è piuttosto diretto: nessuno al mondo realizza giochi come quelli di Bethesda, e chi critica dovrebbe portare un po’ più di rispetto verso il team e il Creation Engine.
La dichiarazione è arrivata con il tono schietto che da sempre contraddistingue Hines, che non ha avuto problemi a lanciare una provocazione piuttosto chiara. Il concetto espresso è stato sostanzialmente questo: provate a fare le stesse cose in Red Dead Redemption 2 e vedrete che non funziona allo stesso modo. Un paragone forte, visto che il titolo di Rockstar è considerato uno dei capolavori assoluti dell’ultimo decennio videoludico. Eppure Hines lo ha usato proprio per sottolineare un punto preciso: i giochi Bethesda offrono qualcosa che nessun altro riesce a replicare.
Quella libertà unica che solo Bethesda sa offrire
Il cuore della difesa di Pete Hines ruota attorno a una domanda che suona quasi retorica: chi altro al mondo permette di accumulare una missione dopo l’altra, al volo, con quella libertà totale che i giochi Bethesda garantiscono da sempre? È un aspetto che chi ha giocato titoli come Skyrim o Fallout conosce bene. Quella sensazione di poter ignorare completamente la quest principale, perdersi in un dungeon trovato per caso, accettare tre incarichi diversi da altrettanti personaggi e portarli avanti contemporaneamente senza che il gioco imponga un ordine preciso.
È proprio questa struttura aperta, quasi caotica nella sua generosità, che secondo Hines rende i prodotti dello studio qualcosa di unico nel panorama dei giochi di ruolo in mondo aperto. E il merito, a sentire le sue parole, va condiviso tra la visione creativa di Todd Howard e il lavoro del team che sviluppa il Creation Engine, il motore grafico e di gioco su cui si basano i titoli dello studio.
Il Creation Engine nel mirino delle critiche
Non è un segreto che il Creation Engine sia da anni uno dei bersagli preferiti dalla community. Già con il lancio di Starfield le critiche si erano fatte particolarmente accese, con molti giocatori che consideravano il motore ormai datato e inadeguato rispetto alla concorrenza. Hines, però, sembra voler ribaltare la prospettiva. Quel motore, con tutti i suoi limiti percepiti, è anche ciò che rende possibile quel tipo di esperienza sandbox che nessun altro riesce a offrire con la stessa profondità.
La provocazione su Red Dead Redemption 2 non è casuale. Il titolo di Rockstar eccelle in narrazione, atmosfera e dettaglio visivo, ma ha una struttura delle missioni decisamente più rigida e lineare. Ed è esattamente il confronto che Hines vuole far emergere: due filosofie di design completamente diverse, dove quella di Bethesda punta tutto sulla libertà del giocatore e sulla possibilità di creare storie emergenti in modo organico.
Pete Hines ha concluso il suo intervento invitando esplicitamente a “portare rispetto” nei confronti di Todd Howard e del team che lavora al Creation Engine. Una richiesta che suona come un richiamo diretto a chi, soprattutto online, tende a sminuire il contributo tecnico e creativo dello studio, magari concentrandosi solo sui bug o sulle texture che non reggono il confronto con produzioni dal budget ancora più elevato. Il veterano di Bethesda sembra convinto che il valore di quei giochi vada misurato con un metro diverso, quello della libertà d’azione e della complessità sistemica che nessun altro concorrente, ad oggi, riesce a eguagliare.