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Beta Pictoris b, primo esopianeta ascoltato via onde radio

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Per la prima volta è stato “ascoltato” un esopianeta, e il segnale arriva da Beta Pictoris b, un gigante gassoso che orbita a circa 63 o 64 anni luce da noi. Un gruppo di ricercatori sostiene di aver ottenuto la prima rilevazione diretta di emissioni radio di origine aurorale provenienti da un mondo esterno al Sistema Solare, una specie di Santo Graal inseguito per decenni da chi punta le antenne verso il cielo. Nessun messaggio alieno, però. Quello che è stato captato è qualcosa di molto più insolito e, a modo suo, più affascinante.

Beta Pictoris b non è un pianeta qualunque. Ha una massa compresa tra 10 e 12 volte quella di Giove, il che lo rende un oggetto enorme anche per gli standard dei giganti gassosi. A raccogliere le sue onde radio è stato MeerKAT, la schiera di radiotelescopi installata in Sudafrica, capace di setacciare frequenze deboli e sfuggenti che fino a oggi erano sempre rimaste fuori portata.

Beta Pictoris b: non sono extraterrestri, ma un fenomeno naturale ben conosciuto

Quando si legge che sono state registrate onde radio provenienti da un altro pianeta, il pensiero corre subito a civiltà tecnologiche lontane. Gli autori dello studio mettono le mani avanti: niente società avanzate, ma un processo fisico noto come radiazione maser di ciclotrone elettronico, sigla ECMI. È un meccanismo tutt’altro che esotico, visto che accade anche dalle nostre parti. Giove e la Terra stessa producono emissioni radio molto simili, generate dalle particelle cariche del vento stellare che incontrano il campo magnetico del pianeta e danno vita alle aurore.

La differenza sta nella scala. Su Beta Pictoris b il fenomeno avviene con un’intensità tale da poter essere percepito a decine di anni luce di distanza, cosa che nel nostro vicinato sarebbe semplicemente impensabile.

Tra febbraio 2025 e maggio 2026 MeerKAT ha raccolto diversi lampi radio rapidi, ricorrenti e con un’elevata polarizzazione circolare, insieme a un’emissione persistente su frequenze comprese tra 0,85 e 3,5 GHz. Segnali sottili, difficili da isolare, che hanno richiesto strumenti di prima fascia e parecchia pazienza.

Un campo magnetico da record rispetto a Giove

Il valore vero di questa scoperta non sta soltanto nell’aver “sentito” un pianeta lontano. I dati raccolti raccontano molto del suo campo magnetico, un parametro che finora era praticamente impossibile da misurare al di fuori del Sistema Solare. Secondo le stime, Beta Pictoris b possiede un campo magnetico di almeno 1.250 Gauss, dedotto dalla frequenza massima rilevata, che guarda caso coincide con il limite superiore della banda di osservazione di MeerKAT. Il che lascia intuire che il valore reale possa essere addirittura più alto.

Per capire cosa significhi questa cifra serve un termine di paragone. Il campo magnetico sulla superficie di Giove si aggira tra 4 e 14 gauss. La distanza è abissale, e fa di Beta Pictoris b un autentico mostro magnetico rispetto a tutto ciò che conosciamo nel nostro sistema planetario.

Perché stavolta la misura è considerata affidabile

In passato altri gruppi di ricerca avevano annunciato di aver intercettato onde radio provenienti da un esopianeta, salvo poi scoprire che la sorgente era in realtà la stella attorno a cui il pianeta ruotava. Qui la situazione è diversa per due motivi. Il primo è che la stella Beta Pictoris viene descritta come “magneticamente tranquilla”, condizione che abbassa notevolmente il rumore di fondo e rende più pulita la lettura.

Il secondo motivo riguarda il metodo. I ricercatori hanno usato quasar lontani come punti di riferimento fissi nel cielo, una tecnica di astrometria ad altissima precisione. Incrociando i dati sono riusciti a collocare l’origine del segnale radio esattamente sulle coordinate orbitali del pianeta, e non su quelle della stella. Un dettaglio tecnico, certo, ma è proprio quello che separa una suggestione da una rilevazione solida.

Fonte: TecnoAndroid

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