La patch 1.3.3.0 di Battlefield 6 è arrivata su PC, PlayStation e Xbox come ultimo grande aggiornamento della Stagione 3, ma nel giro di poche ore l’attenzione dei giocatori si è spostata altrove. Non tanto sui contenuti della patch, quanto su un messaggio comparso dentro il gioco che ha fatto rumore. Dopo l’installazione, diversi utenti hanno trovato nella posta interna una comunicazione dedicata a una modifica degli XP booster, e da lì è partito tutto. Il messaggio, intitolato “Aggiornamento XP boost”, spiegava che il conteggio sarebbe stato calcolato sul tempo effettivamente passato in partita. Per molti sembrava una buona notizia. Cambiava poco sulla carta, ma nella pratica significava non bruciare più i potenziamenti mentre si resta fermi nei menu, si sistema l’equipaggiamento o si aspetta l’avvio di un match. Una piccola cosa che però tanti aspettavano da tempo.
Un errore che riporta a galla una vecchia frizione
Peccato che la gioia sia durata poco. L’account ufficiale Comms di Battlefield ha chiarito che quel messaggio era stato inviato per sbaglio ed è stato subito rimosso. Il team ha aggiunto che non c’è alcuna modifica al funzionamento degli XP booster, confermando quindi che il sistema resta legato al tempo reale e non a quello effettivo delle fasi giocate. Insomma, tutto come prima.
Il fatto pesa perché non è la prima volta che succede qualcosa del genere. Con l’aggiornamento 1.3.2.0 del 9 giugno, la descrizione in gioco dei booster era già stata cambiata per indicare un conteggio legato al tempo in partita anziché al tempo reale. Anche in quell’occasione Battlefield Studios aveva poi corretto il testo, riportando tutto alla versione precedente. Un déjà vu, in pratica. La differenza stavolta sta nel modo in cui la cosa è arrivata ai giocatori. Non una semplice riga modificata dentro un menu, ma un avviso interno che presentava la modifica come una vera novità in arrivo. Il risultato lo si può immaginare, con un nuovo giro di screenshot, discussioni infinite e parecchio malcontento quando la marcia indietro è diventata ufficiale.
Il nodo dei booster nei live service
Nei grandi sparatutto live service, i booster che scalano in tempo reale finiscono spesso sotto accusa proprio perché continuano a consumarsi anche quando il giocatore non sta facendo nulla. Basta attivare un bonus e passare qualche minuto tra assetto, impostazioni e gruppo, e una fetta della durata se ne va senza aver sparato un colpo. Una frustrazione piccola ma costante.
I capitoli precedenti della serie avevano già usato i potenziamenti esperienza, ma con un conteggio legato alle partite. Con questo nuovo capitolo, presentato come il tentativo più deciso di Battlefield verso il modello live service, gli sviluppatori hanno scelto un’impostazione più simile ad altri shooter del momento. Una scelta che ha aperto una frizione evidente con una parte della community, e questi due episodi ravvicinati non hanno fatto altro che alimentarla.