La banda ultralarga arriverà nelle sedi comunali del Centro Italia colpite dal terremoto del 2016, grazie a un contratto che Unidata ha appena messo nero su bianco. L’annuncio è arrivato il 20 luglio 2026, quando l’azienda ha comunicato di essersi aggiudicata l’appalto in Raggruppamento Temporaneo di Imprese e di aver firmato l’accordo con Infratel Italia per portare connettività veloce dove serve davvero.
Il lavoro riguarda quattro regioni ben precise: Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. Territori che ancora oggi portano i segni di quella scossa e che, tra le tante cose da ricostruire, hanno bisogno anche di infrastrutture digitali all’altezza. L’intervento non si limita a stendere qualche cavo, ma comprende la realizzazione della rete di accesso, la fornitura dei collegamenti e tutta la parte di gestione e manutenzione che tiene in piedi il sistema nel tempo.
Chi partecipa al progetto e quanto vale
A guidare l’operazione c’è Unidata, che detiene una quota dell’85 per cento del raggruppamento. Il restante 15 per cento è nelle mani di Eagleprojects, partner che completa la squadra. Il valore complessivo del contratto è di 2,5 milioni di euro, con una durata prevista di sei anni. Non una cifra enorme, ma un impegno che si distribuisce nel tempo e che punta a lasciare qualcosa di solido sul territorio.
Le attività messe in agenda parlano chiaro. Oltre alla costruzione della rete di accesso, sono previsti collegamenti Internet a banda ultralarga con velocità fino a 1 Gbps, l’installazione di apparati pensati per la sicurezza delle reti e i servizi di assistenza e manutenzione. Insomma, un pacchetto completo che tiene conto anche dei rischi legati alla protezione dei dati, un aspetto che per la Pubblica Amministrazione conta parecchio.
Come viene finanziata l’opera
I soldi per questo intervento arrivano dal Piano Nazionale Complementare al PNRR, quella parte di risorse dedicata proprio ai territori colpiti dai terremoti del 2009 e del 2016. Una scelta che lega direttamente la trasformazione digitale al percorso di ricostruzione avviato dopo il sisma.
Sul tema è intervenuto Renato Brunetti, Presidente e Amministratore Delegato di Unidata, che ha parlato di responsabilità prima ancora che di opportunità industriale. Nelle sue parole c’è il richiamo a un legame che l’azienda sente vicino, visto che il suo headquarter si trova proprio nel Lazio. “Metteremo in campo la nostra esperienza nella realizzazione di reti ad alte prestazioni per creare un’infrastruttura resiliente, sicura e in grado di accompagnare la trasformazione digitale di queste aree”, ha spiegato Brunetti.
Con questo progetto Unidata contribuirà al potenziamento delle infrastrutture digitali della Pubblica Amministrazione nelle zone interessate dalla ricostruzione post sisma, mettendo a disposizione collegamenti veloci e servizi dedicati alla gestione e alla sicurezza delle reti. Un modo concreto per dare alle amministrazioni locali gli strumenti necessari a lavorare meglio, in territori che stanno provando a rimettersi in piedi anche sul fronte tecnologico.