La causa legale contro James Cameron per il personaggio di Neytiri in Avatar sta facendo il giro del mondo. L’attrice Q’orianka Kilcher ha depositato una denuncia contro il regista e la Walt Disney Company, sostenendo che i suoi tratti facciali siano stati utilizzati senza il suo consenso quando aveva appena 14 anni. All’epoca, Kilcher era appena apparsa nel ruolo di Pocahontas nel film di Terrence Malick “Il nuovo mondo” (2005), e secondo la denuncia Cameron avrebbe estratto i suoi lineamenti da una fotografia, ordinando al suo team di design di usarli come base per costruire il volto di Neytiri. Il ruolo nella saga è poi stato interpretato da Zoe Saldaña.
“La querelante non ha mai acconsentito all’uso della propria immagine da parte dei convenuti, né in Avatar né in alcun prodotto o promozione correlata”, si legge nella causa. Oltre a Cameron e Disney, Kilcher cita anche Lightstorm Entertainment e altre società di effetti visivi. Il suo avvocato principale, Arnold P. Peter, non ha usato mezzi termini: “Quello che ha fatto Cameron non è stata ispirazione, è stata appropriazione. Ha preso i tratti biometrici facciali unici di una ragazza indigena di 14 anni, li ha processati industrialmente e ha generato miliardi di euro in profitti senza chiederle il permesso. Questo non è cinema. Questo è furto”.
Caso Avatar: lo schizzo firmato e la nota che ha cambiato tutto
La documentazione presentata racconta un incontro tra Kilcher e Cameron avvenuto brevemente durante un evento benefico, pochi mesi dopo l’uscita di Avatar. Il regista invitò l’attrice nel suo ufficio. Quando lei si presentò una settimana dopo, Cameron non c’era, ma un membro del suo staff le consegnò una stampa incorniciata di un bozzetto realizzato dal cineasta. Insieme alla stampa c’era un biglietto scritto a mano da Cameron che diceva: “La tua bellezza è stata la mia ispirazione iniziale per Neytiri. Peccato che stessi girando un altro film. Sarà per la prossima volta”.
Kilcher ha commentato così: “Quando ho ricevuto quel bozzetto, ho pensato fosse un gesto personale, al massimo una vaga ispirazione legata al casting e al mio attivismo. Milioni di persone si sono emozionate con Avatar perché hanno creduto nel suo messaggio, e anch’io ero tra quelle. Non avrei mai immaginato che qualcuno di cui mi fidavo avrebbe usato il mio volto come parte di un elaborato processo di design, integrandolo nella produzione senza che ne fossi a conoscenza né avessi dato il mio consenso”.
Il video che ha fatto emergere la verità
La denuncia afferma che Kilcher ha scoperto la verità verso la fine dell’anno scorso, quando un’intervista video con Cameron ha iniziato a circolare sui social. Nel filmato, il regista appare davanti a un ritratto di Neytiri e identifica apertamente Kilcher: “La fonte originale era una foto del LA Times, di una giovane attrice chiamata Q’orianka Kilcher. In realtà è lei… la parte inferiore del suo volto. Aveva un volto molto interessante”. Cameron aggiunge anche di averle dato una copia firmata del design e che lei ce l’ha “appesa sopra il camino”.
La causa invoca anche la legge sulla pornografia deepfake recentemente promulgata in California. Kilcher ha dichiarato: “È profondamente inquietante sapere che il mio volto, quando avevo 14 anni, è stato preso e utilizzato senza che ne fossi a conoscenza né avessi dato il mio consenso, per contribuire a creare un asset commerciale che ha generato un enorme valore per Disney e Cameron”.
La denuncia richiede danni compensativi e punitivi, la restituzione dei profitti attribuibili all’uso dell’immagine di Kilcher, misure cautelari e una divulgazione pubblica correttiva. Per dare un’idea della portata economica della questione: Avatar resta il film con il maggiore incasso nella storia del cinema, con circa 2.700 milioni di euro a livello mondiale. Avatar: La via dell’acqua (2022) ha incassato circa 2.150 milioni di euro, mentre il terzo capitolo, Avatar: Fuoco e cenere (2025), ha raggiunto circa 1.370 milioni di euro.