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Auto diesel in Italia: a settembre 2026 vendite giù del 31,4%

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In Italia le vendite di auto diesel continuano a scendere senza sosta e nemmeno l’elettrificazione sembra in grado di invertire la rotta. A pesare sono i divieti di circolazione locali, ma anche una pressione più ampia contro le vetture a gasolio che coinvolge i legislatori europei, listini sempre più poveri di proposte diesel e prezzi del carburante alla pompa arrivati a livelli mai registrati prima. Secondo i dati diffusi dall’UNRAE, a settembre 2026 sono state immatricolate appena 12.840 vetture con motore a gasolio, comprese le mild hybrid e le ibride plug in. Il calo è del 31,4% rispetto allo stesso mese del 2025 e la quota di mercato si ferma a un modesto 9,1%, contro il 14,6% di un anno fa, quando le targhe erano state 18.723.

Guardando dentro i numeri la caduta appare ancora più marcata per le versioni tradizionali. Le diesel pure passano da 11.464 a 6.937 unità con una flessione del 39,5%. Le mild hybrid a gasolio reggono un po’ meglio e scendono da 6.680 a 5.533 esemplari, cioè il 17,2% in meno. Le ibride ricaricabili alimentate a gasolio calano invece da 579 a 370 unità, con un arretramento del 36,1%.

Il gasolio scivola verso il fondo della classifica

Questi dati dicono una cosa piuttosto chiara. Il gasolio sta per diventare l’ultima tra le alimentazioni vendute e targate in Italia. Davanti ci sono le ibride full e mild a benzina e GPL, che da sole valgono il 46,8% del mercato, poi le benzina senza alcun aiuto elettrico al 17,5% e le ibride plug in a benzina, insieme alle Range extender, con il 10,8%. Il diesel resta per ora appena sopra il GPL, fermo all’8,5%, e alle elettriche, che si attestano al 7,6%. Il metano praticamente non si conta più, perché nei listini di auto nuove a metano non ce ne sono quasi più e la quota è scesa a zero.

Il contrasto con il passato è impressionante. Nel 2005 le auto diesel avevano toccato una quota record del 58,47% e in poco più di vent’anni quel peso si è ridotto a un quinto.

Le ibride a gasolio non fermano la discesa

Scorrendo il dettaglio di settembre 2026 si scopre che, sulle 12.840 vetture a gasolio immatricolate, il 54,0% è rappresentato da modelli tradizionali non elettrificati. Le mild hybrid diesel arrivano al 43,1% mentre le ricaricabili a gasolio si fermano al 2,9%. Le diesel ibride sono dunque quasi la metà del totale, circa il 46%, eppure non riescono a frenare il crollo.

Gran parte di queste motorizzazioni elettrificate porta la firma di tre marchi premium tedeschi, cioè Audi, BMW e Mercedes, con quest’ultima unica a proporre l’ibrido plug in abbinato al gasolio. Un contributo non trascurabile arriva anche da Land Rover, Kia, Hyundai, MINI e Mazda. Tra i modelli più venduti figurano BMW X3 in versione mild hybrid, Mercedes GLC tra le ricaricabili a gasolio più apprezzate e Audi Q5, anch’essa disponibile con il sistema mild hybrid.

Il bilancio dei primi nove mesi del 2026

Allargando lo sguardo al periodo da gennaio a settembre 2026 il calo risulta meno pesante. Le immatricolazioni diesel complessive scendono del 20,1%, da 181.498 a 144.945 unità, e la quota di mercato passa dal 15,4% all’11,3%. Il confronto con il dato mensile fa capire che a settembre, come già negli ultimi mesi, la discesa è diventata ancora più ripida e la tendenza potrebbe confermarsi entro la fine dell’anno.

Anche nei nove mesi le versioni tradizionali soffrono di più. Le diesel non elettrificate scendono da 114.830 a 83.383 esemplari, con una perdita del 27,4%. Le mild hybrid a gasolio calano del 9,1%, da 63.884 a 58.049 unità. L’unica voce in crescita è quella delle ibride plug in a gasolio, che salgono da 2.784 a 3.513 immatricolazioni con un aumento del 26,2%. Sul fronte delle quote cumulate il gasolio riesce ancora a difendere il terzo posto con l’11,3%. In testa restano le ibride mild e full a benzina o GPL con il 44,9%, seguite dalle benzina al 19,4%. Dietro al diesel si collocano le ibride plug in a benzina e le Range extender con il 9,3%, poi le elettriche al 7,9% e il GPL al 7,1%, mentre il metano rimane fermo a zero.

Fonte: TecnoAndroid

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