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Tre caselle di posta elettronica riconducibili a parlamentari italiani sono state violate durante un attacco informatico alla Camera dei deputati. Tra gli account coinvolti figura anche quello assegnato a Giorgia Meloni in qualità di deputata, distinto dagli strumenti utilizzati per le sue attività da presidente del Consiglio.
L’intrusione, avvenuta nella notte del 27 ottobre, è stata confermata ai vertici amministrativi e politici di Montecitorio, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera. Al momento, però, non sono stati resi noti dettagli sui dati eventualmente sottratti, né sulla loro quantità o natura. Gli altri due account interessati appartengono ad Andrea Delmastro, esponente di Fratelli d’Italia, e Paolo Formentini, della Lega. Le verifiche sono in corso per ricostruire l’accaduto e stabilire come sia stato possibile accedere alle caselle.
L’account di Giorgia Meloni non è quello di Palazzo Chigi
La precisazione riguarda la natura dell’indirizzo coinvolto. La casella di Giorgia Meloni è quella parlamentare, legata alla sua elezione alla Camera nel 2022, e non l’account utilizzato per le comunicazioni istituzionali del governo. Secondo le informazioni diffuse, la presidente del Consiglio non utilizzerebbe regolarmente quell’indirizzo, mentre le comunicazioni connesse alla sua attività di governo transitano attraverso i sistemi di Palazzo Chigi. Non ci sono quindi elementi pubblici che permettano di affermare che siano stati compromessi anche gli account impiegati per le funzioni di governo.
Verifiche in corso e misure di sicurezza attivate
La Camera ha attivato le procedure di protezione previste per incidenti di questo tipo. Le attività di accertamento coinvolgono anche l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, con cui Montecitorio dispone di uno specifico protocollo di collaborazione.
Stando alle prime informazioni, il sistema informatico della Camera avrebbe retto l’attacco. Durante le verifiche alcune funzionalità potrebbero essere temporaneamente disabilitate, mentre gli addetti lavorano per ricostruire la dinamica dell’intrusione e valutare le eventuali conseguenze. Restano da chiarire diversi aspetti: quali informazioni siano state effettivamente accessibili, se siano stati copiati dati e quale tecnica sia stata utilizzata per violare gli account. Al momento non sono stati diffusi dettagli sufficienti per rispondere a queste domande.
Nessuna attribuzione ufficiale agli autori
Tra gli esponenti della maggioranza viene considerata l’ipotesi che l’episodio possa inserirsi nel più ampio contesto degli attacchi informatici contro istituzioni italiane ed europee. Un precedente recente ha riguardato il Ministero degli Esteri, colpito da un attacco all’inizio di ottobre.
Non risultano tuttavia attribuzioni ufficiali né elementi pubblici che dimostrino un collegamento tra i due episodi. L’identità degli autori e l’eventuale coordinamento con altre operazioni informatiche restano quindi da accertare. La priorità delle indagini è ricostruire l’accesso alle tre caselle e verificare l’eventuale esposizione di informazioni. Finché non saranno disponibili ulteriori riscontri, non è possibile stabilire l’entità della violazione né individuare con certezza i responsabili.
Fonte: TecnoAndroid


