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Apple resiste al crollo dei PC: MacBook Neo fa crescere le quote

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Il mercato dei computer ha chiuso il terzo trimestre del 2026 con un calo pesante, e non si tratta di un risultato inatteso. La crisi delle memorie continua a stringere in una morsa l’intera industria tecnologica e a spingere verso l’alto i prezzi, con effetti che ormai si leggono chiaramente nei numeri. In questo quadro piuttosto cupo c’è però chi riesce a limitare i danni meglio degli altri, e il nome in questione è Apple, che proprio nei mesi più difficili ha visto crescere la propria fetta di mercato.

Spedizioni in calo del 21% su base annua

Secondo i dati diffusi da Counterpoint Research, le spedizioni di computer sono diminuite complessivamente del 21% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, fermandosi a 57 milioni di unità. Parliamo di una contrazione che vale circa un quinto dei volumi, un segnale netto di quanto la situazione legata ai componenti stia pesando sull’intero settore dei PC.

Il legame tra le due cose è abbastanza diretto. Quando le memorie scarseggiano e diventano più costose, anche il prodotto finito ne risente, e un aumento dei listini tende inevitabilmente a frenare gli acquisti. Il mercato dei computer si trova così schiacciato tra costi di produzione più alti e una domanda che fatica a reggere il passo. Il risultato è quello fotografato dai numeri del trimestre, cioè un comparto che arretra in modo evidente e senza grandi distinzioni. Proprio per questo il dato complessivo va letto come la somma di tanti andamenti diversi. Non tutti i produttori hanno subito il colpo con la stessa intensità, e alcuni sono riusciti a contenere la flessione più di altri. È qui che entra in gioco il colosso di Cupertino.

Apple perde terreno ma guadagna quote grazie a MacBook Neo

Nemmeno Apple è rimasta immune dalla frenata generale. Le sue spedizioni sono calate dell’11%, un passo indietro tutt’altro che trascurabile. Il punto però è un altro, perché si tratta di una flessione pari più o meno alla metà di quella registrata dall’intero settore. In un mercato che perde il 21%, scendere dell’11% significa di fatto fare meglio della media e quindi rosicchiare spazio alla concorrenza.

Il merito di questa tenuta viene attribuito soprattutto al successo di MacBook Neo, la proposta più economica introdotta dall’azienda nel corso di quest’anno. Un portatile pensato per una fascia di prezzo più accessibile ha evidentemente trovato terreno fertile proprio in una fase in cui i listini salgono e gli acquirenti guardano con maggiore attenzione alla spesa. MacBook Neo è diventato così il principale argine contro un calo che altrimenti avrebbe potuto essere ben più marcato.

Guardando i numeri nel dettaglio, tra luglio e settembre Apple ha spedito 5,6 milioni di Mac. Un volume che, rapportato a un mercato complessivo in forte contrazione, ha permesso alla società di far salire la propria quota di mercato dall’8,7% al 9,8%. L’aumento supera quindi il punto percentuale, un risultato che appare ancora più significativo se si considera il contesto generale in cui è maturato.

Il meccanismo è semplice da capire anche per chi non segue da vicino il settore. La quota misura il peso di un’azienda sul totale delle unità vendute, e quando il totale si restringe più rapidamente delle spedizioni di un singolo marchio, quel marchio finisce per pesare di più. Nel trimestre estivo è andata esattamente così per Apple, che con i suoi 5,6 milioni di Mac è passata dall’8,7% al 9,8% di un mercato dei computer sceso nel frattempo a 57 milioni di unità.

Fonte: TecnoAndroid

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