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Claude, l’assistente basato sull’intelligenza artificiale di Anthropic, sembra aver smesso di dare una mano a chi vuole modificare la propria smart TV. Per un periodo piuttosto breve il chatbot aveva aiutato diversi utenti a mettere mano al sistema operativo del televisore, con un obiettivo molto preciso: ridurre o eliminare del tutto la pubblicità. Ora qualcosa è cambiato, e il nuovo modello Opus 5.5 pare decisamente meno disposto a collaborare.
Il contesto aiuta a capire perché la questione abbia attirato attenzione. I televisori connessi mostrano sempre più spesso annunci a schermo intero, e per molti spettatori la cosa è diventata parecchio fastidiosa. Grazie ai suggerimenti di Claude, oltre a tagliare gli spot, gli utenti riuscivano anche a eliminare le applicazioni preinstallate mai usate e a sostituire la schermata iniziale con un’interfaccia personalizzata. Adesso però Anthropic sembra non voler più essere complice dell’operazione.
Il caso Opus 5.5 e il ritorno al modello precedente
Tutto parte da uno screenshot pubblicato in rete da un utente, che mostra una conversazione con Claude proprio mentre si discuteva di come intervenire sul televisore. Sopra la chat compare un avviso piuttosto chiaro che invita a passare a Opus 4.8, cioè a una versione precedente del modello rispetto a quella attuale, la 5.5.
La motivazione fornita è curiosa. Secondo il messaggio, Opus 5.5 avrebbe individuato qualcosa in contrasto con le proprie regole di sicurezza. Il testo spiega anche che il modello più recente, essendo più capace, dispone di freni più robusti. Tradotto in parole semplici, chi vuole fare il furbo con la propria TV deve ripiegare sul modello più vecchio e meno guardingo.
Sostenere che Anthropic abbia aggiornato il suo modello apposta per impedire ai clienti di toccare il televisore sembra comunque un po’ eccessivo. Al momento ci si trova davanti a un singolo esempio, anche se nei commenti qualcun altro afferma di aver visto lo stesso avviso. L’allarme potrebbe riguardare un problema di sicurezza del tutto diverso e le smart TV potrebbero essere finite nel mirino semplicemente per caso.
Tra rabbia degli utenti e piccoli trucchi
Su un punto chi ha commentato la vicenda sembra concorde. Se il blocco fosse davvero una scelta voluta, la soluzione più sensata sarebbe cambiare intelligenza artificiale e passare a un’alternativa, che sia a pagamento oppure open source. Non proprio una bella notizia per un’azienda che punta a conquistare utenti esperti e curiosi.
Nel frattempo circola già una sorta di manuale del contrabbandiere. Il consiglio più diffuso è evitare le parole che fanno scattare l’allarme, come reverse engineering o hacking, e parlare invece di migliorare o pulire l’interfaccia del televisore. Un modo piuttosto ingegnoso per aggirare i filtri senza cambiare davvero la sostanza della richiesta.
C’è poi chi tira in ballo una questione di principio. Diversi utenti ricordano che chi vive nell’Unione europea gode del diritto alla riparazione, e che sul proprio apparecchio dovrebbe avere almeno qualche voce in capitolo. Il ragionamento è semplice, visto che il televisore è stato acquistato e quindi dovrebbe poter essere gestito come il proprietario preferisce.
Per ora, tra l’altro, Claude non lancia alcun avvertimento quando gli viene chiesto di fare reverse engineering su un videogioco. Lo stesso tipo di intervento, applicato a un altro dispositivo, non sembra quindi suscitare alcuna reazione da parte di Opus 5.5.
Fonte: TecnoAndroid


