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Apple e Microsoft, Mosca impone di conservare i dati per 3 anni

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La Russia obbliga ora Apple a conservare le comunicazioni degli utenti e a consegnarle ai servizi di sicurezza del Paese ogni volta che vengono richieste. Lo stesso vale per Microsoft, finita insieme all’azienda di Cupertino in un elenco che a Mosca pesa parecchio. È un passaggio che lega in modo diretto due grandi aziende americane alle regole di sorveglianza statale russe, in una fase in cui i rapporti tra Apple e le autorità locali erano già tutt’altro che distesi.

Le due società sono state aggiunte il 2 ottobre al registro degli organizzatori della diffusione di informazioni, gestito dal Roskomnadzor, l’ente che regola le comunicazioni in Russia. In quella lista si trovano già nomi come Google Meet, WhatsApp, Telegram, Snapchat, Cloudflare e Blizzard Entertainment. Google e il suo servizio di videochiamate erano entrati nello stesso elenco a gennaio, quindi Apple e Microsoft arrivano in una compagnia piuttosto affollata.

Apple e Microsoft: cosa prevede il registro di sorveglianza russo

Gli obblighi sono abbastanza netti. Chi viene inserito nel registro di sorveglianza deve archiviare la corrispondenza degli utenti locali insieme ai messaggi audio e video, per poi metterli a disposizione delle agenzie di sicurezza su richiesta. C’è anche un secondo vincolo, probabilmente più impegnativo sul piano pratico. Le informazioni sugli utenti e i dati relativi alla trasmissione delle loro conversazioni vanno conservati fisicamente in Russia per tre anni.

Per chi non si adegua sono previste multe e, nei casi più gravi, la limitazione dell’accesso ai servizi all’interno del Paese. La mossa si inserisce in una stretta che Mosca porta avanti da tempo nei confronti delle piattaforme di messaggistica straniere. Diverse sono già state bloccate o fortemente limitate, tra cui WhatsApp, Telegram, Signal e lo stesso FaceTime di Apple, che quindi conosce bene il clima in cui si muove.

Un rapporto sempre più complicato tra Apple e Mosca

Per quanto riguarda Apple, la situazione si è fatta via via più intricata dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022. In quel momento l’azienda aveva sospeso vendite ed esportazioni dei propri prodotti e limitato servizi come Apple Pay. L’App Store invece è rimasto attivo, ed è proprio attorno al negozio digitale che si sono accumulati diversi scontri con le autorità locali.

Ad aprile gli utenti russi hanno perso la possibilità di fare nuovi acquisti sull’App Store o di rinnovare gli abbonamenti, a meno di avere già un saldo disponibile sul proprio Apple Account. Tutto è nato dalle restrizioni sui pagamenti imposte dal governo. A giugno il Cremlino ha preteso spiegazioni dopo la rimozione di alcune app sviluppate da VK, società controllata dallo Stato. Più o meno nello stesso periodo Apple ha eliminato anche le applicazioni bancarie collegate a istituti finanziari russi colpiti da sanzioni.

Ad agosto si è aperto un ulteriore fronte. L’autorità antitrust russa ha avviato un procedimento formale contro Apple perché i suoi dispositivi non includono di serie MAX, l’app di messaggistica sostenuta dallo Stato, e RuStore, il negozio di applicazioni locale. A questa lunga serie di attriti si somma adesso l’ingresso nell’elenco del Roskomnadzor. Né Apple né Microsoft hanno finora commentato pubblicamente l’inserimento nel registro e nessuna delle due ha fatto sapere se intende rispettare gli obblighi previsti.

Fonte: TecnoAndroid

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