Apple continua a giocare la sua partita legale contro Epic Games con una mossa che sfrutta un caso apparentemente scollegato, ma che in realtà tocca gli stessi nervi scoperti. La società di Cupertino ha citato una causa per frode sui titoli finanziari, recentemente sospesa, per rafforzare la propria richiesta di mettere in pausa i procedimenti nel tribunale di primo grado, in attesa che la Corte Suprema esamini una parte della disputa. Un intreccio giuridico che merita qualche spiegazione, perché tutto ruota attorno alla stessa questione di fondo.
Apple contro Epic Games: come nasce il collegamento tra le due cause
All’inizio di quest’anno è stata presentata una proposta di class action per conto del City of Coral Springs Police Officers Pension Plan, il fondo pensione dei poliziotti di quella città della Florida. L’accusa è pesante: frode sui titoli finanziari. In sostanza, secondo chi ha avviato la causa, Apple avrebbe ingannato gli investitori su due fronti. Da un lato sul fatto che la società stesse davvero rispettando l’ingiunzione emessa nel caso Epic Games. Dall’altro sulla reale capacità di consegnare le annunciate funzioni di Siri potenziate dall’intelligenza artificiale.
Nel frattempo Apple ha continuato a battersi contro una dichiarazione di oltraggio alla corte nel caso Epic. La Corte Suprema sta ora valutando se l’azienda potesse essere ritenuta colpevole di oltraggio civile per aver applicato una commissione sugli acquisti effettuati fuori dall’App Store, quando l’ingiunzione del 2021, quella che la obbligava a consentire opzioni di acquisto esterne, non vietava esplicitamente una tariffa del genere. La settimana scorsa Apple ha chiesto al tribunale di primo grado di sospendere i procedimenti che stabiliranno quale commissione, se ce ne sarà una, potrà applicare su quegli acquisti esterni, sempre in attesa della decisione della Corte Suprema.
La strategia di Apple davanti ai giudici
Il ragionamento di Cupertino è lineare: la decisione della Corte Suprema potrebbe influenzare i procedimenti nel tribunale di primo grado. Epic Games, ovviamente, non è d’accordo. Ed ecco il punto interessante. Apple aveva già fatto una richiesta simile per sospendere la causa Coral Springs, proprio perché anche quella tira in ballo il caso Epic Games. La giudice Noël Wise ha accolto la richiesta, il che significa che il caso Coral Springs resterà congelato fino a quando la Corte Suprema non si pronuncerà sulla questione dell’oltraggio civile.
A quel punto Apple ha giocato la carta: ha depositato la decisione della giudice Wise anche nel caso Epic Games, sostenendo che rafforza la propria richiesta di sospensione davanti alla giudice Yvonne Gonzalez Rogers. Nella sua istanza, la società ha scritto di voler notificare alla corte una recente decisione emessa dal tribunale distrettuale della California settentrionale nel caso City of Coral Springs Police Officers Pension Plan contro Apple Inc., definendola rilevante per l’analisi della mozione di sospensione ancora pendente.
La giudice Rogers sta attualmente valutando gli argomenti di Apple a favore e quelli di Epic contro la concessione della pausa. Apple spera che la decisione della collega Wise possa convincerla a fare lo stesso. C’è poi un dettaglio curioso. Nella sua replica all’opposizione di Epic, Apple ha chiesto a Gonzalez Rogers di sospendere temporaneamente i procedimenti anche nel caso in cui respingesse la richiesta di stay, così da poter chiedere al Nono Circuito o alla stessa Corte Suprema di tenere il caso in attesa, mentre quest’ultima esamina separatamente la sentenza sull’oltraggio.