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Apple cambia le regole dell’App Store e lo fa intervenendo su un terreno piuttosto delicato. Dal 16 novembre tutte le applicazioni che offrono funzionalità legate agli incontri sentimentali dovranno avere una classificazione minima di 18 anni. Il provvedimento non si ferma alle classiche app di incontri ma include anche i servizi costruiti attorno all’intelligenza artificiale, quelli cioè in cui dall’altra parte dello schermo non c’è una persona reale ma un personaggio virtuale capace di conversare in modo sempre più convincente.
Si tratta di una scelta che allarga parecchio il perimetro delle restrizioni. Fino a oggi il discorso sul dating digitale riguardava soprattutto le piattaforme pensate per mettere in contatto persone in carne e ossa. Con questa decisione l’azienda di Cupertino riconosce che il concetto stesso di relazione online si è trasformato e che anche un software può entrare nella sfera affettiva di chi lo utilizza.
Character.AI e Replika rientrano nella nuova stretta
Nel mirino finiscono anche nomi molto noti come Character.AI e Replika, almeno nella misura in cui questi servizi propongono interazioni romantiche o sessuali con personaggi creati dall’intelligenza artificiale. Non è quindi la tecnologia in sé a essere messa sotto osservazione ma l’uso che se ne fa quando la conversazione scivola verso il sentimentale o l’intimo.
Per capire la portata della questione basta guardare a come funzionano questi chatbot AI. Sono in grado di simulare conversazioni personali e di ricordare le informazioni condivise durante i dialoghi precedenti. Riescono inoltre ad adattare le proprie risposte in base a chi hanno davanti, costruendo nel tempo un’esperienza che a volte appare sorprendentemente realistica. Un assistente virtuale che si ricorda il nome del cane, l’esame andato male o la giornata storta al lavoro finisce facilmente per sembrare qualcosa di più di un semplice programma.
Ed è proprio questa capacità di creare un legame percepito come autentico ad aver spinto Apple a rivedere le proprie regole. Quando un servizio digitale riesce a imitare così bene la vicinanza e l’attenzione di un’altra persona il confine tra gioco, compagnia e coinvolgimento emotivo diventa molto sottile.
Perché Cupertino ha deciso di intervenire proprio ora
La tempistica non sembra casuale. Secondo la lettura che emerge da questa mossa ci si sta avvicinando rapidamente a quello che potrebbe rappresentare un punto di non ritorno. Il rapporto con un’intelligenza artificiale oggi può coinvolgere sul piano emotivo anche persone molto giovani e non è affatto scontato che un ragazzo o una ragazza riescano a distinguere con lucidità una relazione vera da un’interazione progettata appositamente per simulare affetto e complicità.
Il rischio, in sostanza, è che i più giovani si affezionino a un interlocutore artificiale costruito per risultare sempre disponibile e sempre comprensivo, senza avere ancora gli strumenti per riconoscerne la natura. In questo quadro la nuova classificazione per età introdotta sull’App Store funziona come un ulteriore strumento di tutela, una barriera in più tra i minorenni e contenuti che potrebbero avere un impatto rilevante sulla loro crescita emotiva.
Va detto però che il limite dei 18 anni non cancella automaticamente tutti i possibili pericoli. Una classificazione aiuta a filtrare l’accesso e a rendere più chiaro a chi sono destinate certe applicazioni ma da sola non può eliminare ogni rischio legato a questo tipo di servizi. La misura entrerà comunque in vigore dal 16 novembre e coinvolgerà sia le piattaforme tradizionali di dating sia le app di incontri basate su personaggi virtuali.
Fonte: TecnoAndroid


