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Capotauro forse non è la galassia più antica: sembra muoversi

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Per un certo periodo Capotauro è stato considerato un possibile record cosmico. Quando gli astronomi hanno individuato questo oggetto, hanno ipotizzato che potesse trattarsi della galassia più antica mai osservata finora. Un nuovo gruppo di studiosi ha però riesaminato il caso e ha notato qualcosa che rimette tutto in discussione, perché Capotauro sembra essersi spostato.

Il dettaglio può sembrare marginale per chi non frequenta l’astronomia, ma è di quelli capaci di ribaltare un’intera interpretazione. Un oggetto candidato al titolo di galassia più remota appartiene, per definizione, all’universo primordiale, cioè a un’epoca lontanissima nel tempo e nello spazio. Proprio quella distanza enorme ha conseguenze molto concrete su ciò che i telescopi riescono a registrare.

Perché Capotauro sembrava una galassia dell’universo primordiale

Alla prima osservazione Capotauro aveva le carte in regola per entrare nella ristretta lista degli oggetti più lontani mai catturati. Gli scienziati che lo hanno segnalato per primi lo avevano indicato come la possibile galassia più antica vista fino a quel momento. Si trattava di un’ipotesi e non di una certezza, ed è proprio così che funziona la ricerca quando ci si spinge ai limiti di ciò che si riesce a vedere.

Gli oggetti di questo tipo appaiono come puntini deboli e minuscoli, e capire che cosa siano davvero richiede tempo, verifiche e spesso più di un’osservazione. Una candidata galassia nell’universo primordiale rappresenterebbe una finestra preziosa su come si sono formate le prime strutture cosmiche. Per questo l’annuncio aveva attirato attenzione, ed è anche il motivo per cui altri ricercatori hanno deciso di tornare a guardarla con calma.

La scienza procede spesso in questo modo. Una prima squadra propone un’interpretazione e una seconda la mette alla prova con dati nuovi o con occhi diversi. Nel caso di Capotauro la verifica ha prodotto un risultato inatteso.

Il movimento che cambia le carte in tavola

Il nuovo team ha scoperto che l’oggetto pare aver cambiato posizione. Ed è qui che la faccenda si complica parecchio per l’ipotesi iniziale. Una galassia così remota, collocata ai margini dell’universo osservabile, non dovrebbe mostrare alcuno spostamento apprezzabile nel cielo, perché a quelle distanze anche i moti più rapidi risultano di fatto impercettibili per chi osserva dalla Terra.

Se un oggetto si muove in modo rilevabile, la spiegazione più naturale è che si trovi molto più vicino di quanto si pensasse. Questo non significa che la prima interpretazione fosse frutto di un errore grossolano. Da lontano e con pochi dati a disposizione, oggetti molto diversi tra loro possono assomigliarsi in maniera sorprendente, e distinguere un corpo vicino e poco luminoso da una galassia lontanissima è tutt’altro che banale.

Il movimento osservato diventa quindi l’indizio decisivo. Una galassia dell’universo primordiale resterebbe ferma al suo posto rispetto allo sfondo, mentre un oggetto che si sposta tradisce una natura differente e una distanza decisamente minore. Ecco perché la nuova analisi pesa così tanto sulla classificazione di Capotauro.

Gli astronomi che hanno condotto il riesame hanno così messo in dubbio l’idea che Capotauro sia la galassia più antica conosciuta. L’oggetto che sembrava affacciarsi sull’alba del cosmo appare ora come qualcosa di diverso, proprio perché sembra essersi spostato.

Fonte: TecnoAndroid

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