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Apple ha messo nero su bianco quello che in molti chiedevano da mesi, cioè il divieto esplicito delle app di nudificazione su App Store. Le linee guida dello store vietano da tempo i contenuti sessualmente espliciti, ma adesso l’azienda di Cupertino ha voluto chiarire senza ambiguità che non c’è spazio per le applicazioni capaci di generare deepfake sessuali con l’intelligenza artificiale senza un consenso esplicito delle persone coinvolte. Nello stesso aggiornamento sono state riviste anche le regole sulle funzionalità che compaiono dopo l’approvazione, un dettaglio meno appariscente ma tutt’altro che secondario.
Perché Apple ha deciso di intervenire sulle app di nudificazione
Per capire di cosa si parla basta pensare a strumenti che, partendo da una normale fotografia, riescono a spogliare virtualmente chi compare nell’immagine. Tutto grazie all’IA. Negli ultimi mesi Apple è finita sotto una pioggia di critiche per non aver eliminato dal suo negozio digitale le app di X e Grok, dopo che in rete erano circolati deepfake sessuali prodotti proprio con il chatbot. A Cupertino l’idea di togliere Grok c’era davvero, eppure alla fine la società ha accettato le modifiche introdotte da xAI, oggi SpaceXSI.
Poi è arrivato il passo delle istituzioni. Circa tre mesi fa il Procuratore Generale della California ha ordinato la rimozione delle app di nudificazione dallo store e Apple si è adeguata. Il divieto quindi esisteva già nei fatti, mancava però una formulazione chiara all’interno del regolamento. Ieri sera il colosso ha aggiornato le regole proprio per rendere tutto ufficiale. In fase di revisione verranno scartate le applicazioni che creano contenuti intimi non consensuali. E chi sviluppa questi software e non corregge le violazioni dopo aver ricevuto una notifica rischia di essere escluso dall’App Store.
Stretta su funzioni nascoste e distribuzione alternativa
C’è poi il capitolo delle funzionalità nascoste o non documentate, anch’esse vietate in modo esplicito. Il meccanismo è semplice quanto subdolo. Un’app supera la revisione iniziale con un aspetto innocuo e solo in un secondo momento riceve strumenti diversi, compresa la nudificazione. Il controllo dei revisori in questi casi rischiava di diventare quasi inutile, perché quello che veniva esaminato non corrispondeva a ciò che gli utenti si sarebbero poi ritrovati sul telefono. Si tratta di una tattica conosciuta come bait and switch, letteralmente esca e scambio, e Apple ha deciso di chiuderle la porta.
L’ultimo intervento riguarda le applicazioni che facilitano la tratta di esseri umani o lo sfruttamento dei minori, materiale pedopornografico incluso. Erano già proibite, questo va detto. La novità sta nel fatto che ora le linee guida specificano che saranno rimosse dallo store ufficiale e che verrà bloccata anche la distribuzione alternativa, con un riferimento che con ogni probabilità riguarda gli store di terze parti disponibili in alcuni paesi. Lo sviluppatore, ovviamente, verrà segnalato alle autorità competenti.
Sul fronte europeo la questione segue un binario parallelo. Il divieto delle app di nudificazione è entrato nell’AI Act con le modifiche di giugno e sarà applicato a partire dal 3 dicembre 2026.
Fonte: TecnoAndroid


