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Samsung e SK Hynix, chip NAND più avanzati dalle fabbriche cinesi

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Samsung Electronics e SK Hynix, i due colossi sudcoreani che dominano la produzione mondiale di memorie NAND flash, starebbero lavorando per aggiornare le proprie fabbriche in Cina con l’obiettivo di produrre chip più avanzati da destinare ai data center per l’intelligenza artificiale. La decisione arriva in un momento delicato, perché i produttori cinesi di memorie stanno crescendo in fretta e aziende come CXMT rappresentano ormai una minaccia concreta per chi finora ha dettato legge nel settore.

Il mercato delle memorie per l’AI è diventato uno dei più redditizi dell’intera industria dei semiconduttori e la competizione si è fatta feroce. Non a caso diversi produttori hanno già ridotto la produzione pensata per il mercato consumer, così da liberare capacità per componenti più sofisticati e soprattutto molto più remunerativi. Una scelta che racconta bene dove si stanno spostando gli interessi economici del comparto.

Xian e Dalian, i due stabilimenti al centro dei piani

Secondo quattro persone a conoscenza dei progetti delle due aziende, Samsung Electronics punta a convertire il suo impianto di Xian alla produzione di chip flash a 286 strati entro la fine dell’anno. Non si tratta di uno stabilimento qualsiasi, visto che da lì esce circa il 40% della produzione globale del gruppo. Oggi la fabbrica realizza chip con circa 200 strati, mentre il salto previsto riguarda i chip V9 NAND a 286 strati.

SK Hynix ha invece obiettivi leggermente meno ambiziosi. Nel suo stabilimento di Dalian, rilevato nel 2021, l’azienda mira a produrre chip con 240 o più strati. Attualmente l’impianto sforna componenti a 192 strati e il traguardo dei 240 sarebbe stato confermato da tre persone vicine ai piani della società. Quello che manca, per ora, è una tempistica chiara su quando l’aggiornamento verrà completato.

Il peso di questi due marchi sulla catena di approvvigionamento delle NAND è enorme e difficilmente sopravvalutabile. Ogni modifica alle loro linee produttive ha effetti diretti sull’offerta mondiale di memoria, che già oggi viene in buona parte assorbita dalla fame insaziabile dei centri dati per l’intelligenza artificiale.

Il nodo delle regole statunitensi e l’avanzata cinese

Le due aziende sudcoreane sarebbero in una posizione solida per reggere l’urto della concorrenza cinese, ma devono fare i conti con un ostacolo in più. Si tratta dei controlli sulle esportazioni di macchinari per la produzione di chip introdotti dagli Stati Uniti nel 2022, pensati per rallentare il progresso tecnologico della Cina. Per installare apparecchiature di fabbricazione americana nei loro impianti cinesi, Samsung e SK Hynix devono ora ottenere apposite licenze.

Entrambe le società sostengono di lavorare in accordo con le autorità statunitensi, eppure questo passaggio aggiuntivo ha frenato la loro capacità di adeguare gli stabilimenti alla nuova domanda di memoria legata all’AI. Proprio questa situazione viene indicata come uno dei motivi della recente crescita di aziende cinesi come Yangtze Memory Technologies Co. (YMTC), che durante un incontro con gli investitori in vista della quotazione in borsa ha dichiarato di voler diventare il più grande produttore mondiale di NAND flash entro la fine del 2027.

Nel frattempo CXMT, il principale produttore cinese di chip di memoria, guarda oltre le DRAM. Un’indiscrezione dello scorso settembre ha segnalato l’interesse dell’azienda per la produzione di memorie 3D NAND da impiegare nelle unità a stato solido. Dopo anni chiusi in perdita, il più grande produttore di DRAM del Paese ha registrato nella prima metà del 2026 ricavi per circa 19 miliardi di euro e un utile netto vicino ai 10 miliardi di euro. Nonostante questo periodo d’oro, CXMT resta comunque molto più piccola di giganti come Samsung, SK Hynix e Micron.

Fonte: TecnoAndroid

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