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Android 17, protezione avanzata con log cifrati e USB blindata

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Google ha deciso di rafforzare la protezione avanzata di Android portando su Android 17 tutte le difese già introdotte con Android 16 e aggiungendo diverse novità che meritano uno sguardo attento. Il pacchetto si chiama Advanced Protection ed è nato l’anno scorso come insieme di funzioni pensate per chi ha bisogno del livello di sicurezza più alto possibile. L’azienda di Mountain View ha ora descritto nel dettaglio sei strumenti che vanno proprio in questa direzione, con l’obiettivo di blindare lo smartphone contro le minacce più insidiose.

Più che una semplice opzione nelle impostazioni, la protezione avanzata funziona come una vera suite difensiva. Il suo compito è mettere a disposizione barriere robuste contro truffe, furti e attacchi mirati, quelli che di solito colpiscono funzionari, giornalisti e personaggi pubblici. Una volta attivata, permette di abilitare impostazioni di sicurezza fondamentali in app di uso quotidiano come Chrome, Google Messaggi e Telefono. Dal debutto a oggi il sistema è cresciuto parecchio, con numerosi miglioramenti e funzioni inedite arrivate strada facendo.

Registro delle intrusioni e porta USB sotto controllo

Tra gli strumenti descritti spicca Intrusion Logging, una funzione che registra sia le attività svolte sul dispositivo sia quelle di rete. Tutto finisce in un log cifrato conservato sul cloud per 12 mesi. Il valore di questo archivio emerge soprattutto durante le indagini forensi, quando serve capire se qualcuno ha effettuato accessi non autorizzati. Non si tratta però di un’opzione attiva in automatico. Chi vuole sfruttarla deve accenderla manualmente dalle impostazioni di Advanced Protection.

Poi c’è USB Protection, pensata per difendere il telefono dagli accessi fisici, per esempio attraverso dispositivi esterni o stazioni di ricarica. Quando la funzione è attiva impedisce qualsiasi accesso privo di autorizzazione tramite una connessione USB. Se lo smartphone è bloccato, ogni nuovo collegamento viene impostato di default sulla sola modalità di ricarica. In questo modo gli utenti mantengono il pieno controllo sui trasferimenti di dati via cavo e restano al riparo dal furto di informazioni. Per ora la funzione è disponibile a partire da Pixel 6 e su alcuni dispositivi con Android 17.

Accessibilità, Chrome e blocco dopo i tentativi falliti

Un capitolo delicato riguarda l’API AccessibilityService, spesso usata come porta d’ingresso per gli attacchi informatici, in particolare da parte dei trojan bancari. I servizi di accessibilità sono progettati per interagire direttamente con lo schermo, e proprio questa caratteristica li rende appetibili per chi vuole leggere dati sensibili, installare malware o impedire la rimozione di un’app dannosa. Con la protezione avanzata su Android 17 l’accesso a questa interfaccia viene concesso soltanto alle applicazioni verificate e classificate come strumenti di accessibilità.

Anche il browser riceve attenzioni specifiche. Su Android 17 è arrivata infatti la possibilità di disattivare WebGPU in Chrome. Si tratta di una tecnologia utile per ottenere prestazioni grafiche elevate, ma che viene sfruttata anche dagli exploit. Un’altra novità porta il nome di Failed Authentication Lock e serve a proteggere il dispositivo da manomissioni o tentativi brute force. Il meccanismo è semplice, perché dopo ripetuti tentativi di autenticazione falliti in app e impostazioni scatta un blocco automatico. Anche in questo caso la disponibilità è limitata ad alcuni dispositivi con Android 17.

L’ultima aggiunta riguarda la trasparenza. Una nuova pagina dedicata mostra con precisione quali app installate verificano lo stato della protezione avanzata, così da avere un quadro chiaro di chi interagisce con questo sistema. Google ha inoltre promesso che nei prossimi mesi arriveranno ulteriori funzionalità per difendere gli utenti da minacce sempre più sofisticate.

Fonte: TecnoAndroid

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