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Amazon Prime Air: droni di consegna in 500 città in USA entro il 2026

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I droni di consegna di Amazon sono pronti a moltiplicarsi: l’azienda punta a portare il servizio Prime Air in quasi 500 tra città e cittadine degli Stati Uniti entro la fine del 2026, sei volte tanto rispetto a oggi. Un salto che, se andrà come previsto, metterà la consegna volante a portata di decine di milioni di persone in più nel giro di pochi mesi. Con tutto quello che comporta, rumore compreso.

Il 19 agosto Amazon ha annunciato l’arrivo imminente di Prime Air nelle aree metropolitane di Chicago, Cleveland, Atlanta, Syracuse nello stato di New York e Boise in Idaho, con altre località in programma entro fine anno. Ogni sito copre un raggio di circa 450 chilometri quadrati e promette tempi di consegna compresi tra la mezz’ora e l’ora. Attualmente il servizio parte dai magazzini di dieci città distribuite in sette stati, per lo più quartieri suburbani di Phoenix, Tampa, Kansas City, Omaha, Baton Rouge, Detroit, Houston, San Antonio, Dallas e Waco.

La corsa dei droni di consegna non riguarda solo Amazon

Il piano arriva mentre Walmart accelera con Wing e Zipline. La catena ha da poco superato il milione di consegne effettuate con i droni di consegna, partendo da 66 punti vendita in quattro stati, e vuole allargare il servizio a oltre 270 negozi entro il 2027. Zipline, dal canto suo, ha stretto un accordo con Uber con l’obiettivo dichiarato di arrivare a un milione di consegne al giorno entro la fine del 2029. Un’azienda che ha iniziato trasportando sangue e forniture mediche in Africa e che oggi rivendica più di 2,7 milioni di consegne nel mondo.

Anche DoorDash vuole la sua flotta. A luglio ha ottenuto la certificazione FAA Part 135 per avviare quello che chiama DoorDash Air, anche se il progetto è ancora nelle fasi iniziali tra design del velivolo e pianificazione operativa. I limiti restano quelli noti. Amazon dice che i suoi droni gestiscono quasi tutti gli articoli sotto i 2,3 chili che entrano in una grossa scatola da scarpe. Vento forte, pioggia intensa, neve e freddo estremo li tengono a terra. In compenso sono elettrici, promettono emissioni e costi più bassi e tolgono furgoni dalle strade nell’ultimo miglio.

Incidenti, indagini e un record di sicurezza disomogeneo

Sul fronte sicurezza il quadro cambia parecchio da azienda ad azienda. Zipline sembra avere la fedina più pulita nonostante i suoi velivoli abbiano percorso complessivamente oltre 160 milioni di chilometri, anche grazie ai paracadute di emergenza che quest’anno sono tornati utili in un paio di occasioni durante le consegne per Walmart.

Prime Air ha invece collezionato diversi episodi finiti sotto la lente della FAA e dell’NTSB. Nell’ottobre 2025 due droni Amazon si sono schiantati contro una gru da cantiere ferma a Tolleson, in Arizona. A novembre 2025 un altro ha tranciato un cavo internet aereo a Waco. Le indagini federali sono ancora in corso. L’episodio più recente risale al febbraio 2026, quando un drone in salita verticale ha urtato un palazzo residenziale a Richardson, in Texas, prima di precipitare.

“Abbiamo addestrato i nostri algoritmi, ci sentivamo abbastanza sicuri, ma abbiamo scoperto che nel mondo reale le prestazioni non erano abbastanza buone, ed è stata un’esperienza che ci ha resi umili”, ha detto David Carbon, vicepresidente di Prime Air, durante una riunione interna di marzo.

Wing, controllata da Alphabet, ha avuto almeno un incidente rilevante nel settembre 2022 a Brisbane, in Australia, con un drone che ha preso fuoco dopo essere atterrato su linee elettriche, lasciando circa 2.000 persone senza corrente. Un altro velivolo Wing impegnato per Walmart è caduto e ha bruciato su un prato a Kemah, in Texas, nel marzo 2026.

Il vero fronte caldo è il rumore

Le lamentele più frequenti però non riguardano gli incidenti, riguardano il rumore. C’è chi racconta di sentire i droni passare sopra casa più volte al giorno. “È come avere un soffiatore per foglie volante, un tosaerba a sei metri sopra il tetto, 50 volte al giorno”, ha detto Joshua Brent, residente a Hazel Park nel Michigan. “I miei cani impazziscono.”

Su Reddit i thread dedicati si moltiplicano, spesso concentrati proprio sui velivoli di Amazon. “Certi giorni li sento 5 o 6 volte avanti e indietro ogni 15 minuti, sono RUMOROSISSIMI, sembra un piccolo elicottero in hovering”, ha scritto un utente nel subreddit di Royal Oak, in Michigan. Qualcuno ha provato a chiedere all’assistenza clienti di deviare le rotte, senza risultati. Altri hanno presentato reclami formali alla FAA. A giugno alcuni quartieri di Richardson hanno organizzato una protesta pubblica, e Amazon ha risposto ricordando le iniziative di dialogo con le comunità prima dell’avvio del servizio.

Non manca il capitolo privacy, con residenti infastiditi dal via vai sopra i giardini. Amazon sostiene che telecamere e sensori di bordo servono solo per navigazione, rilevamento ostacoli e rilascio dei pacchi. “Non esiste un feed video in diretta monitorato da una persona”, si legge in una nota aziendale sull’espansione, “i dati della telecamera vengono elaborati dal drone stesso per una navigazione sicura”. I dati più recenti della FAA indicano che i reclami per rumore legati ai droni restano contenuti rispetto a quelli per elicotteri e aerei ad ala fissa.

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