Amazon Leo ha alzato l’asticella e adesso punta a qualcosa di ben più ambizioso della semplice connessione internet per le case. L’obiettivo è collegare gli smartphone direttamente dallo spazio, saltando del tutto le torri cellulari. La società ha depositato una richiesta alla FCC americana per lanciare e gestire il sistema Amazon Leo Direct-to-Device, una costellazione che potrà arrivare fino a 5.105 satelliti in orbita bassa. L’idea è portare voce, messaggi, dati e servizi di emergenza praticamente ovunque, anche in quei posti dove le reti terrestri non hanno mai messo piede. Il via al deployment è previsto per il 2028.
Non si tratta di una mossa isolata. Ad aprile Amazon ha chiuso un accordo definitivo per acquisire Globalstar, e questo significa una cosa precisa: accesso a licenze spettrali con autorizzazioni globali per i servizi mobili via satellite. In pratica, i pezzi del puzzle stanno andando al loro posto uno dopo l’altro.
I possibili impieghi vanno molto oltre l’uso personale del singolo utente. Si parla di comunicazioni che non si interrompono per la gestione delle emergenze, tracciamento di flotte, operazioni in cantieri remoti e lungo le catene logistiche, connettività IoT per i sensori piazzati in mezzo al nulla e messaggistica di soccorso quando tutto il resto smette di funzionare.
L’accordo con Apple e la sfida a Starlink
Qui arriva il dettaglio che pesa parecchio. Amazon Leo ha già annunciato un’intesa con Apple per alimentare i servizi satellitari su iPhone e Apple Watch compatibili. Dentro il pacchetto ci sono Emergency SOS via satellite, Messaggi, Dov’è e Assistenza stradale. Le due aziende lavoreranno anche a servizi futuri sfruttando la rete ampliata. Sul lato degli operatori, invece, Leo può già contare su partnership con Vodafone, DirecTV, Herotel e la National Broadband Network australiana.
Al momento la costellazione conta più di 390 satelliti già in orbita e l’idea è avviare il servizio fisso su alcune fasce di latitudine entro la fine del 2026. Insomma, qualcosa si muove già adesso, non è tutto rimandato al futuro.
Il paragone con Starlink Direct to Cell, che in Italia è già in fase di test con Fastweb, viene da sé. Amazon arriva più tardi, questo è chiaro. Ma lo fa con una costellazione pensata proprio per questo scopo, con una tecnologia di elaborazione direttamente a bordo dei satelliti e soprattutto con quell’accordo con Apple che potrebbe pesare tantissimo quando si parlerà di adozione su larga scala. Il 2028 sembra lontano, eppure la corsa per connettere gli smartphone dallo spazio è partita da un bel po’.










