Amazon Leo è il nome che potrebbe cambiare le regole del gioco nel mercato della connessione satellitare, e il suo debutto commerciale sembra ormai questione di settimane. Andy Jassy, CEO di Amazon, lo ha confermato nella tradizionale lettera agli investitori: il lancio è atteso intorno alla metà del 2026. Questo significa che entro poco tempo potrebbero arrivare annunci ufficiali su tariffe, copertura e disponibilità nei vari territori.
Cosa sappiamo di Amazon Leo e della sfida a Starlink
Il progetto era noto fino a poco tempo fa come Project Kuiper, e adesso si prepara a entrare nel vivo. La costellazione di satelliti in orbita non è ancora paragonabile a quella di SpaceX con Starlink: al momento ne risultano lanciati 241. Però Amazon ha già ottenuto dalla FCC (la Federal Communications Commission statunitense) l’autorizzazione per portarne in orbita un totale di 3.236. L’obiettivo iniziale prevedeva di raggiungere quota 1.618 entro luglio, ma alcuni problemi tecnici hanno costretto l’azienda a chiedere e ottenere una proroga.
Secondo quanto dichiarato da Jassy, Amazon Leo punterà su tre vantaggi competitivi rispetto alle alternative sul mercato. Il primo riguarda le prestazioni: si parla di velocità circa sei volte superiori in upload e due volte in download, anche se non è stato specificato con chiarezza quale sia il termine di confronto (probabilmente Starlink). Il secondo vantaggio promesso è l’economicità del servizio, anche se sui prezzi per ora non ci sono dettagli. Il terzo punto è forse il più interessante per il mondo business: un’integrazione diretta con l’infrastruttura terrestre di AWS, pensata soprattutto per aziende e governi che hanno bisogno di gestire dati e operazioni legate all’intelligenza artificiale con la massima flessibilità.
La tecnologia di Amazon Leo, peraltro, ha già attirato clienti di peso. Delta Airlines, per esempio, ha scelto proprio questa soluzione per portare la connettività Wi-Fi a bordo di 500 dei suoi aerei entro il 2028. Tra gli altri nomi che hanno già firmato accordi figurano JetBlue, AT&T, Vodafone, DIRECTV Latin America, National Broadband Network in Australia e persino la NASA.
Prestazioni da fibra ottica e la questione del digital divide
Va ricordato che già alla fine del 2025 era partita una fase di accesso in anteprima al servizio di Amazon Leo, riservata ad alcune aziende selezionate. Il collegamento ai satelliti avviene tramite l’antenna chiamata Ultra, capace di raggiungere fino a 1 Gbps in download e 400 Mbps in upload. Numeri che, a tutti gli effetti, sono equivalenti a quelli di una connessione in fibra ottica di tipo FTTH.
Ed è proprio qui che il discorso si fa particolarmente rilevante per un paese come il nostro. Una soluzione satellitare con queste prestazioni non è pensata per sostituire la fibra nelle grandi città, ma per raggiungere quelle aree rurali dove i servizi di connettività tradizionali non arrivano ancora o arrivano in modo insufficiente. Il tema del digital divide resta una delle questioni più urgenti, e l’arrivo di un concorrente diretto di Starlink con questa potenza di fuoco tecnologica e commerciale potrebbe accelerare parecchio le cose.
Resta da capire quando Amazon Leo sarà effettivamente accessibile anche ai singoli utenti e con quali formule di abbonamento. Jassy non ha fornito dettagli precisi sulle tempistiche di apertura al pubblico nei diversi mercati, ma tutto lascia pensare che i prossimi mesi saranno decisivi per avere un quadro più chiaro.