Il nuovo legame tra Amazon e Anthropic segna un capitolo importante nel rapporto sempre più stretto tra i colossi del cloud e le aziende protagoniste dell’AI. L’investimento appena annunciato vale circa 4,5 miliardi di euro con effetto immediato, ma la cifra potrebbe crescere in modo notevole. Amazon ha infatti promesso di poter aggiungere fino a 18 miliardi di euro in futuro. In cambio, Anthropic si è impegnata a spendere circa 90 miliardi di euro in tecnologie AWS nel prossimo decennio.
Viene naturale pensare a un precedente piuttosto noto. L’intesa tra Amazon e Anthropic ricorda molto da vicino quella tra Microsoft e OpenAI, nata poco dopo il boom di ChatGPT, anch’essa con un orizzonte pluriennale. Quel rapporto, però, ha attraversato fasi decisamente turbolente. Qui le cose potrebbero prendere una piega diversa, anche se nessuno può saperlo con certezza.
Quello che è certo è che non si parte da zero. Amazon e Anthropic collaborano già dal 2023 e l’azienda guidata da Andy Jassy ha complessivamente messo a disposizione della società di Claude circa 7,2 miliardi di euro prima di questo nuovo accordo. Si tratta, come specificato nel comunicato ufficiale, di un’espansione di una collaborazione strategica già attiva da tempo.
Amazon e Anthropic: infrastruttura, chip proprietari e una scommessa a lungo termine
Dario Amodei, CEO di Anthropic, ha dichiarato che gli utenti considerano Claude sempre più essenziale per il proprio modo di lavorare, e che l’azienda deve costruire l’infrastruttura necessaria per reggere una domanda in rapidissima crescita. Non si parla di piani vaghi: l’accordo prevede accesso alle attuali e future generazioni del chip Trainium, sviluppato internamente da Amazon, oltre a decine di milioni di core Graviton e una potenza di calcolo di 5 GW destinata ad addestrare e far funzionare i modelli di intelligenza artificiale di Anthropic.
Numeri che danno l’idea della scala su cui si sta ragionando. E soprattutto della direzione che il settore cloud sta prendendo. Non più semplice affitto di server, ma una simbiosi profonda tra chi costruisce l’infrastruttura e chi sviluppa i modelli che la sfruttano.
Dieci anni sono tanti, soprattutto nell’intelligenza artificiale
Un decennio, nell’ambito dell’IA, è un’eternità. Gli equilibri cambiano a una velocità che rende quasi impossibile fare previsioni affidabili. L’accordo tra Amazon e Anthropic si estende fino al 2036, e resta aperta la domanda se, a quel punto, Anthropic avrà ancora bisogno dei server AWS per far girare Claude. Oppure se, grazie a una crescita sostenuta, sarà arrivata a costruire e gestire data center di proprietà. È un po’ lo stesso scenario che si sta delineando con il progetto Stargate di OpenAI, dove la volontà di emanciparsi dall’infrastruttura altrui è già evidente.
L’investimento di Amazon in Anthropic, insomma, consolida un rapporto che esiste da anni ma lo porta su una scala completamente nuova. Resta da capire se la convivenza reggerà su un arco temporale così ampio, o se anche questa alleanza finirà per seguire lo schema già visto con Microsoft e OpenAI.