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Agenti AI nei conti bancari: perché le banche USA li limitano

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Le banche statunitensi hanno scelto di limitare gli agenti AI che accedono ai conti correnti dei clienti. Non si tratta di un capriccio o di una diffidenza generica verso la tecnologia. Alla base della decisione c’è una valutazione molto concreta, perché i rischi legati a questi strumenti sono numerosi e riguardano tanto il singolo correntista quanto la stabilità del sistema nel suo insieme.

Gli assistenti basati sull’intelligenza artificiale non si fermano più a rispondere alle domande o a dare qualche consiglio sulle spese. Nelle loro forme più evolute sono in grado di agire in autonomia ed eseguire operazioni al posto della persona che li ha attivati. Questa capacità di muoversi da soli dentro un rapporto bancario è proprio ciò che ha spinto gli istituti americani a mostrarsi più cauti e a stringere le maglie sugli accessi.

Bonifici non autorizzati e il nodo della responsabilità

Il primo grande interrogativo riguarda i bonifici non autorizzati. Quando un agente AI dispone un pagamento che il titolare del conto non aveva mai voluto fare, la questione diventa subito spinosa: chi ne risponde? Potrebbe sembrare una domanda da giuristi, invece tocca da vicino chiunque decida di affidare una parte della gestione del proprio denaro a un software.

Il punto è che tra la banca e il cliente si inserisce un terzo elemento, cioè un programma che opera per conto di qualcun altro e prende decisioni senza un intervento umano diretto su ogni singolo passaggio. In uno scenario del genere individuare chi debba farsi carico del danno non è affatto immediato. Il correntista che ha dato il via libera all’assistente, l’istituto che ha concesso l’accesso al conto e chi ha sviluppato lo strumento si trovano tutti dentro la stessa catena, e stabilire dove si interrompa la responsabilità di ciascuno è il cuore del problema.

Ecco perché le banche preferiscono muoversi con prudenza. Limitare l’operatività degli agenti AI significa ridurre le occasioni in cui un’operazione sbagliata o mai richiesta possa partire dal conto di un cliente, lasciando poi aperta una disputa difficile da sciogliere.

Depositi che si spostano da soli e rischi per il sistema

C’è poi un secondo fronte, forse meno evidente ma altrettanto delicato. Gli spostamenti automatici dei depositi gestiti da questi strumenti possono amplificare i rischi sistemici. Il discorso qui va oltre il singolo errore su un singolo conto e riguarda il comportamento complessivo del denaro quando a muoverlo sono sistemi automatizzati.

Un assistente programmato per cercare le condizioni più convenienti può decidere di trasferire somme da un istituto all’altro con una rapidità che nessun risparmiatore avrebbe gestendo le cose a mano. Se lo stesso schema si ripete su larga scala, con tanti agenti che reagiscono agli stessi segnali nello stesso momento, il flusso dei depositi rischia di diventare molto più brusco e difficile da prevedere. Per le banche questo si traduce in una pressione potenzialmente forte sulla liquidità, proprio perché i movimenti non dipendono più dai tempi e dalle esitazioni tipiche delle persone.

Tra il timore di bonifici partiti senza un vero consenso e quello di depositi capaci di spostarsi in massa in pochissimo tempo, gli istituti statunitensi hanno quindi deciso di restringere gli accessi degli agenti AI ai conti dei propri clienti.

Fonte: TecnoAndroid

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