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Le targhe personalizzate per auto e moto entrano ufficialmente nel nuovo Codice della Strada, approvato dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre 2026. Il testo prevede la possibilità di scegliere una combinazione su misura di lettere e numeri, pagando un extra rispetto ai normali costi di immatricolazione. Per le automobili la cifra fissata è di 600 euro per entrambe le targhe, mentre per i motoveicoli si scende a 360 euro. Prima di poter scegliere la propria sequenza, però, serviranno ancora diversi passaggi normativi e tecnici.
L’annuncio non equivale all’avvio del servizio. Le richieste non sono aperte e mancano ancora parecchi dettagli pratici, dalle combinazioni effettivamente consentite alle procedure per ottenere le nuove targhe. Serve quindi un po’ di pazienza, anche perché l’idea di personalizzare la targa non è affatto nuova. Compariva già in una riforma del 2002, senza però mai diventare realtà.
Quanto costano le targhe personalizzate e cosa include la cifra
Per le auto i 600 euro coprono la produzione della targa anteriore e di quella posteriore. La somma si divide in due voci: 500 euro per la realizzazione fisica, destinati all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, e altri 100 euro, pari a una maggiorazione del 20%, che spettano al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Conviene però non confondere il prezzo della personalizzazione con quello dell’immatricolazione. I 600 euro riguardano soltanto la scelta della combinazione alfanumerica e la produzione delle targhe, mentre le consuete spese amministrative andranno aggiunte. Chi pensa di approfittarne dovrà fare i conti con il costo complessivo delle pratiche, senza dare per scontato che l’importo annunciato copra ogni adempimento.
Il Ministero ha confermato l’introduzione di norme che consentono il rilascio, su richiesta degli interessati, di targhe con caratteri alfanumerici scelti dal proprietario. Per ora si tratta comunque di un’opzione prevista dal nuovo testo, non di una procedura già disponibile per gli automobilisti. Il provvedimento deve completare il proprio iter, con i pareri degli organi competenti e la pubblicazione della versione definitiva in Gazzetta Ufficiale. Poi serviranno le disposizioni attuative e l’adeguamento dei sistemi informatici della Motorizzazione, indispensabili per gestire le domande, verificare quali combinazioni sono libere e procedere al rilascio.
Combinazioni ammesse, vincoli e tempi
Il nodo più atteso riguarda ovviamente la libertà di scelta, ma su questo fronte le regole non sono ancora state definite. Non è detto che si potranno usare liberamente nomi, parole o sigle di qualunque lunghezza. Saranno le norme attuative a stabilire quali sequenze di lettere e numeri potranno essere richieste e quali limiti andranno rispettati.
C’è poi un altro aspetto da valutare prima di investire 600 euro in una targa personalizzata. La combinazione resterà legata al veicolo per cui viene rilasciata. In caso di vendita o permuta il proprietario non potrà tenerla per trasferirla su un altro mezzo, perché la targa passerà al nuovo acquirente insieme all’auto. Per la vettura successiva bisognerà quindi richiederne un’altra.
È un vincolo tutt’altro che secondario, dato che la personalizzazione non funzionerà come un segno distintivo da portarsi dietro negli anni, a prescindere dalla macchina posseduta. Servirà piuttosto a caratterizzare un singolo veicolo, senza alcuna garanzia di poter riutilizzare la stessa combinazione con un acquisto futuro.
Sul fronte delle tempistiche non esiste ancora una data certa. Anche una volta concluso l’iter normativo, la Motorizzazione dovrà predisporre gli strumenti necessari per rendere operative le nuove regole e solo a quel punto si conosceranno le modalità per presentare la domanda e ricevere la targa.
La riforma del 2002 aveva già previsto questa possibilità, ma l’assenza delle norme attuative ne aveva bloccato l’applicazione. Il nuovo Codice della Strada prova così a rilanciare un’opzione rimasta finora sulla carta. Per il momento i 600 euro rappresentano il costo annunciato per le auto, mentre la data di apertura delle richieste e le regole sulla scelta dei caratteri devono ancora essere fissate.
Fonte: TecnoAndroid


