Chi ha il serbatoio da riempire con il gasolio troverà qualcosa di diverso in questi giorni, perché il nuovo taglio delle accise sul diesel è già operativo. La misura arriva dal Consiglio dei Ministri, approvata proprio ieri, e punta a un obiettivo abbastanza chiaro riportare il prezzo del carburante sotto o quantomeno vicino ai 2 euro al litro. Una soglia che rimane comunque alta e che continua a farsi sentire sul portafoglio di chi guida ogni giorno.
Nel dettaglio si parla di una riduzione di 17 centesimi al litro direttamente alla pompa. La somma è divisa in due parti 14 centesimi che riguardano l’aliquota di accisa e altri 3 centesimi di IVA. Un piccolo respiro insomma, che dovrebbe dare una mano soprattutto in questo periodo dell’anno con le partenze per le vacanze estive alle porte. In più è stato prorogato per tutto il mese di luglio anche il credito d’imposta pensato per l’autotrasporto, categoria che il carburante lo consuma davvero.
Ci sono però due note stonate che vale la pena mettere subito in chiaro. La prima è che lo sconto non tocca la benzina. La seconda è che si tratta di una misura a scadenza, valida solamente fino al 6 agosto. Insomma, meglio approfittarne finché dura.
Perché lo sconto del Governo non tocca la benzina
La domanda viene naturale visto che paga il pieno sa bene quanto costi anche il verde. La spiegazione, in realtà, è più semplice del previsto. Negli ultimi tempi la benzina ha fatto segnare un aumento decisamente meno marcato rispetto al gasolio, quindi il Governo non ha ritenuto necessario intervenire su questo fronte. Priorità al carburante che ha corso di più, in sostanza.
Restano da capire le cause dei rincari, che sono essenzialmente due. Da un lato pesa la ripresa della guerra in Medio Oriente, con un punto particolarmente delicato che è lo stretto di Hormuz, snodo cruciale per il passaggio delle risorse energetiche. Dall’altro c’è l’effetto della speculazione messa in atto dalle compagnie, un fattore che finisce quasi sempre per gonfiare i prezzi finali.
Le app che aiutano a spendere meno per il pieno
Da circa una settimana è arrivata l’applicazione Osservaprezzi Carburanti, disponibile sia per Android sia per iOS. Si può descrivere come la versione mobile del portale gestito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Peccato che al momento manchino alcune funzioni davvero essenziali, il che la rende meno pratica di quanto ci si aspetterebbe.
Fortunatamente le alternative non mancano. Esistono diverse app pensate proprio per stanare la stazione di servizio più conveniente nelle vicinanze, così da tagliare qualche euro sul rifornimento. C’è però un limite comune a tutte quante molti distributori tendono a dimenticarsi di aggiornare i listini, cosa che tra l’altro è un obbligo previsto per legge. Un dettaglio non da poco, perché rischia di rendere meno affidabili proprio quei dati che dovrebbero far risparmiare.


