Il 6G entra ufficialmente nella fase strategica europea. Al MWC 2026 di Barcellona, l’Unione Europea ha annunciato un nuovo pacchetto di finanziamenti da 116 milioni di euro, destinato a 20 progetti dedicati alla rete cellulare di prossima generazione.
L’iniziativa è guidata dalla Smart Networks and Services Joint Undertaking (SNS JU), partnership pubblico-privata coordinata dalla Commissione Europea insieme alla 6G Smart Networks and Services Industry Association (6G-IA). L’obiettivo è consolidare il ruolo dell’Europa nella definizione degli standard e nello sviluppo dell’infrastruttura che sostituirà l’attuale 5G.
116 milioni ora, oltre 600 già stanziati
Il nuovo stanziamento si inserisce in un piano molto più ampio: circa 630 milioni di euro complessivi già mobilitati nell’ambito del programma Orizzonte Europa, dedicato alla ricerca e all’innovazione tecnologica.
Con questo aggiornamento, la SNS JU raggiunge quota 100 progetti attivi, coinvolgendo grandi aziende, PMI innovative, centri di ricerca e autorità pubbliche. La struttura della partnership punta a coordinare in modo unitario lo sviluppo delle reti di nuova generazione, evitando frammentazioni tra iniziative nazionali.
I 20 progetti appena finanziati coprono sia sperimentazioni su larga scala sia attività di ricerca di base, con applicazioni in ambiti strategici come sanità, mobilità, spazio, media e manifattura.
Intelligenza artificiale al centro delle reti 6G
Un elemento ricorrente nei nuovi programmi riguarda l’integrazione dell’intelligenza artificiale. Secondo i dati diffusi, quasi l’80% delle iniziative include AI e machine learning come componenti centrali.
L’obiettivo è sviluppare reti capaci di gestione autonoma, ottimizzazione dinamica delle risorse e adattamento intelligente ai carichi di traffico. L’AI viene quindi considerata un elemento strutturale dell’architettura 6G, non un semplice livello applicativo.
Standard, brevetti e prossimi fondi
I risultati finora ottenuti dai progetti SNS JU includono oltre 1.000 proposte presentate nei processi di standardizzazione internazionale e 98 brevetti registrati. Tra i gruppi coinvolti figurano operatori e fornitori storici del settore come Nokia ed Ericsson, attivi nello sviluppo delle reti mobili a livello globale.
Il piano non si ferma qui. Tra il 2026 e il 2027 dovrebbero essere sbloccati ulteriori 270 milioni di euro, a cui si aggiungerà un’ulteriore tranche da oltre 230 milioni prevista nel 2027.