Il film Peaky Blinders: The Immortal Man sta per monopolizzare l’attenzione di milioni di abbonati Netflix questo fine settimana, con il ritorno di Cillian Murphy nei panni dell’iconico Tommy Shelby. Si tratta di uno dei titoli più attesi del 2026, e probabilmente sarà la prima cosa che chiunque andrà a cercare nel catalogo. Detto questo, una volta finito il film, vale la pena sapere cosa guardare subito dopo. Perché Netflix, nel frattempo, ha in serbo almeno tre serie che meritano un posto nella lista.
Virgin River e Spartacus: due mondi opposti, entrambi irresistibili
Partiamo da Virgin River, che ha appena debuttato con la settima stagione il 12 marzo, composta da dieci episodi. Per chi non la conoscesse, la serie è basata sui romanzi di Robyn Carr e segue la storia di Mel Monroe, interpretata da Alexandra Breckenridge, un’infermiera che lascia Los Angeles per trasferirsi in una cittadina della California del Nord. È il classico racconto della ragazza di città che si ritrova a fare i conti con una comunità piccola, piena di personaggi coloriti e dinamiche sentimentali che tengono incollati allo schermo. Virgin River è una di quelle serie che non alza mai troppo i toni: il dramma c’è ma resta gestibile, la violenza è quasi assente, e i finali tendono a lasciare il cuore leggero. È la serie Netflix originale con più stagioni attualmente in produzione, con un’ottava stagione già in fase di sviluppo, pronta a superare il record di Grace and Frankie e Orange Is the New Black.
Dall’altra parte dello spettro, c’è Spartacus, la serie che andò in onda su Starz per quattro stagioni e che ora si trova nel catalogo Netflix. Rispetto al celebre film di Stanley Kubrick del 1960, questa versione televisiva punta tutto sull’azione, sul sangue e sulla vendetta. La storia racconta di un guerriero trace tradito da un ufficiale romano, venduto come schiavo e mandato in una scuola per gladiatori gestita da Lentulus Batiatus, interpretato da John Hannah. Il protagonista, interpretato inizialmente da Andy Whitfield, combatte nell’arena con un unico obiettivo: riconquistare la libertà e ritrovare la moglie. Dopo la tragica scomparsa di Whitfield al termine della prima stagione, la serie riuscì a reinventarsi con una stagione prequel e poi con un nuovo Spartacus, Liam McIntyre. Nel 2025, lo show è tornato con una nuova storia intitolata House of Ashur.
Cobra Kai: quando la nostalgia diventa una seconda vita
La serie che più di tutte merita attenzione è però Cobra Kai, il sequel televisivo di The Karate Kid del 1984. Quel film, con Ralph Macchio e William Zabka, generò due sequel diretti, uno standalone e un remake. Nessuno avrebbe scommesso su un ritorno, eppure Josh Heald, Jon Hurwitz e Hayden Schlossberg hanno avuto un’intuizione geniale: trasformare Johnny Lawrence nel protagonista. Cobra Kai riprende trent’anni dopo il torneo All Valley. Johnny è un uomo sconfitto dalla vita, mentre Daniel LaRusso ha avuto successo in tutto. Il punto di svolta arriva con Miguel Diaz, interpretato da Xolo Maridueña, un ragazzo vittima di bullismo che diventa l’allievo di Johnny. La serie riesce a bilanciare perfettamente nostalgia e narrazione originale, rendendo Johnny un personaggio profondamente umano e Cobra Kai un dojo con una nuova dignità. È un prodotto godibile per tutte le età, andato in onda tra il 2018 e il 2025 prima su YouTube Premium e poi su Netflix. A quanto pare, Cobra Kai davvero non muore mai.