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Googlebook Intel, Google ammette limiti con alcune app Android

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Le app Android sui Googlebook non si comportano tutte allo stesso modo, e a confermarlo è stata la stessa Google. L’azienda ha infatti ammesso che un piccolo gruppo di applicazioni ha bisogno di un intervento da parte degli sviluppatori per dare il meglio sui modelli con piattaforma Intel. Fino a poco tempo fa questo dettaglio non era emerso con tanta chiarezza.

I cinque Googlebook arrivati al debutto, con i preordini aperti lo scorso 21 settembre, non condividono lo stesso cuore. Due modelli, quelli di Dell e HP, sfruttano lo Snapdragon X Elite grazie all’accordo tra Qualcomm e Google. Gli altri tre, firmati Acer, ASUS e Lenovo, montano invece processori Intel Core Ultra. Sembra una differenza da scheda tecnica e poco più, ma in realtà conta parecchio.

Tutto ruota attorno all’architettura dei processori

Quasi tutte le applicazioni Android nascono pensando all’architettura Arm, quella tipica degli smartphone, e non all’architettura x86 che caratterizza i chip Intel. Con tre portatili su cinque basati proprio su soluzioni x86, il dubbio sulla compatibilità sorgeva in modo piuttosto naturale.

Google ha riconosciuto che qualche problema può effettivamente presentarsi. Queste le parole dell’azienda: “La stragrande maggioranza delle app Android funziona senza problemi sia sui Googlebook Intel sia su quelli Qualcomm, pronte all’uso. Dato che molte app Android erano state originariamente progettate per i chip Arm, un piccolo gruppo di app complesse o di giochi necessita di qualche messa a punto da parte degli sviluppatori per rendere al meglio sulle piattaforme basate su Intel. Stiamo lavorando fianco a fianco con gli sviluppatori di app, con Intel e con Qualcomm per ottimizzare continuamente le prestazioni ed estendere la compatibilità su tutta la gamma”.

Tradotto in termini pratici, i modelli con processore Intel potrebbero mostrare cali di prestazioni o veri e propri intoppi di compatibilità con alcuni software rispetto ai dispositivi equipaggiati con chip Qualcomm. Quali siano queste applicazioni, però, Google non lo ha specificato.

Una precisazione che arriva dopo promesse molto ampie

La dichiarazione stona un po’ con i messaggi diffusi in precedenza, decisamente più ottimisti. Durante un briefing con la stampa Google aveva spiegato che il Play Store offre una sezione curata di applicazioni ottimizzate per Googlebook, lasciando comunque la possibilità di scaricare anche quelle non ottimizzate.

Ancora più netto era stato Dieter Bohn, oggi in forza proprio a Google, che in un video pubblicato sui social aveva parlato della disponibilità dell’intera libreria del Play Store sui nuovi computer. Nessun accenno, fino a questo momento, alle difficoltà che si potevano incontrare sulle macchine Intel.

L’azienda resta convinta che la grande maggioranza dei programmi girerà senza intoppi anche sui portatili con chip Intel. Il rischio però esiste ed è quello di acquistare un Googlebook e scoprire soltanto in un secondo momento che una delle proprie app preferite non funziona come dovrebbe. Un fastidio potenziale tutt’altro che trascurabile.

Per inquadrare meglio la situazione vale la pena ricordare le specifiche dei due schieramenti. I modelli di Dell e HP si affidano allo Snapdragon X Elite con CPU Oryon a 12 core e NPU Hexagon da 45 TOPS, mentre Acer, ASUS e Lenovo hanno puntato sui Core Ultra di Intel. Solo le prove sul campo potranno chiarire quanto sia marcata questa differenza di compatibilità e quanto possa incidere sulle scelte d’acquisto degli utenti.

Per ora la distribuzione riguarda soltanto gli Stati Uniti, dove l’intera gamma è partita con prezzi a partire da circa 770 euro al cambio. L’Italia, almeno per il momento, resta esclusa dalla vendita dei nuovi Googlebook.

Fonte: TecnoAndroid

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