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Usare Google Maps su CarPlay come navigatore di riferimento è possibile, e non serve essere esperti di tecnologia per riuscirci. CarPlay, l’interfaccia di infotainment che Apple porta sugli schermi delle automobili, è stata pensata per lavorare in stretta sintonia con le applicazioni native dell’ecosistema di Cupertino. Allo stesso tempo, però, lascia spazio anche alle app di terze parti, sia per la navigazione sia per gli altri servizi supportati. Una possibilità che torna molto comoda a chi, una volta al volante, preferisce affidarsi alla soluzione di Google invece che a Mappe, il navigatore di casa Apple.
Avere l’app installata sullo smartphone, del resto, è solo il primo passo. Per sfruttarla davvero in auto conviene metterci mano con un minimo di attenzione, perché la differenza tra un’esperienza fluida e una un po’ macchinosa passa proprio da qui. Chi usa abitualmente il navigatore di Google lo sa bene: doverlo cercare e aprire ogni volta che si sale in macchina diventa presto una piccola seccatura.
Google Maps come servizio principale, cosa cambia
Agendo su una serie di impostazioni si può configurare Google Maps come servizio principale per gli spostamenti. Il vantaggio è piuttosto concreto, visto che non c’è più bisogno di richiamarlo manualmente a ogni viaggio. Una volta sistemato tutto, CarPlay è in grado di indirizzare le richieste direttamente verso l’app di Google, senza costringere chi guida a passaggi aggiuntivi proprio nel momento in cui l’attenzione dovrebbe restare sulla strada.
C’è poi un aspetto che spesso viene sottovalutato. Scegliere una soluzione diversa da quella proposta da Apple non significa rinunciare alla comodità dell’ecosistema. L’integrazione con l’auto resta infatti intatta, sia per quanto riguarda l’interfaccia sia per i comandi e il display della vettura. In pratica l’app di Google si comporta come se fosse parte del sistema, sfruttando gli stessi strumenti messi a disposizione per le applicazioni native e mantenendo un’esperienza coerente con il resto dell’infotainment.
Per molti automobilisti questo è il compromesso ideale. Da un lato si continua a usare il servizio di navigazione a cui si è abituati, dall’altro non si perde nulla in termini di praticità e di dialogo con l’automobile. Un equilibrio che, con le impostazioni giuste, si raggiunge in pochi minuti e che poi accompagna ogni tragitto senza bisogno di ulteriori interventi.
Le due strade per intervenire direttamente su CarPlay
Il lavoro può partire direttamente da CarPlay, senza passare da altri menu. Sul sistema di infotainment di Apple esistono infatti due modi differenti per fare in modo che Google Maps compaia tra le applicazioni in evidenza sul display della vettura. Si tratta di due percorsi distinti, ma l’obiettivo resta lo stesso, cioè avere l’app di Google sempre a portata di mano, senza doverla andare a cercare tra le varie schermate ogni volta che serve impostare una destinazione.
Il primo intervento riguarda la dashboard, cioè la sezione di CarPlay in cui vengono mostrati i widget animati. È qui che il sistema raccoglie in un colpo d’occhio le informazioni più utili durante la guida, ed è proprio da questa schermata che si comincia per portare Google Maps tra le applicazioni messe in primo piano sul display dell’auto.
Fonte: TecnoAndroid








