Il menu contestuale di Windows 11, quello che salta fuori con il clic destro del mouse, sta per cambiare faccia. Dopo anni di critiche feroci, Microsoft ha confermato a giugno 2026 una revisione profonda di uno degli elementi più usati dell’interfaccia, con un obiettivo chiaro: renderlo più veloce, meno affollato e finalmente personalizzabile. A mettere nero su bianco l’intenzione è stato Marcus Ash, responsabile Design and Research per Windows e Devices, che ha parlato della possibilità per gli utenti di aggiungere o togliere voci a seconda delle proprie esigenze.
Questo piccolo menu accompagna chi usa Windows da oltre vent’anni, eppure continua a raccogliere lamentele. A volte si carica con lentezza, ogni tanto manda in crash l’interfaccia, è zeppo di voci che non servono e con l’arrivo di Windows 11 è pure finito su due livelli. Una scelta che, vedremo, ha lasciato parecchi scontenti.
Come si è arrivati a un menu così ingombrante
Per capire da dove nasce il problema bisogna tornare ai tempi di Windows XP. In quegli anni Microsoft introdusse il modello IContextMenu, un’interfaccia COM che permetteva alle applicazioni di inserire le proprie azioni nel menu del tasto destro. L’idea era buona: dare ai software installati un modo per integrarsi con Esplora file.
Col tempo, però, ognuno ha voluto la sua fetta. Programmi di compressione, editor grafici, antivirus, servizi cloud, client di sincronizzazione e strumenti di sviluppo hanno occupato spazio, voce dopo voce. Il risultato è stato un elenco lunghissimo, spesso caotico e poco leggibile. La stessa Microsoft, nel 2021, aveva ammesso che il menu era cresciuto per un ventennio in un ambiente praticamente senza regole.
E non era solo questione estetica. Ogni estensione caricata dal sistema poteva rallentare l’apertura del menu. Con tanti programmi installati, un semplice clic destro arrivava a richiedere centinaia di millisecondi in più prima di mostrare tutte le opzioni. C’erano persino casi di crash improvvisi di Esplora file dovuti al caricamento di elementi di terze parti.
La mezza rivoluzione di Windows 11 e la svolta della personalizzazione
Quando Windows 11 fece il suo debutto, Microsoft ridisegnò tutto il menu contestuale appoggiandosi a componenti basati su XAML e alle linee guida Fluent Design. L’obiettivo era ridurre il disordine, avvicinare le azioni più usate al puntatore e migliorare la leggibilità.
Copia, incolla, taglia, rinomina ed elimina sono diventate icone nella parte alta del menu. Le voci collegate, come Apri e Apri con, sono state raggruppate. Le estensioni più vecchie sono comunque sopravvissute dietro al comando Mostra altre opzioni, che richiama ancora oggi il vecchio menu di Windows 10. Quel doppio livello è considerato da molti del tutto inutile, tanto che non sono pochi a ripristinare il menu contestuale classico.
La parte più interessante è proprio qui. Microsoft vuole permettere di personalizzare il menu senza toccare il Registro di sistema o installare utilità esterne. Perché diciamolo, è quasi assurdo che nel 2026 manchi ancora uno strumento del genere e che si debba ricorrere a software come l’ottimo ShellExView di NirSoft per disattivare le voci aggiunte da altri programmi.
Secondo Marcus Ash, l’idea è configurare il menu in base alle azioni che si compiono più spesso. Dettagli tecnici ancora non ce ne sono, ma le strade possibili sono diverse. Si potrebbe pensare a un pannello dedicato nelle impostazioni di Windows 11, capace di mostrare tutte le estensioni registrate e lasciare attivare o disattivare le singole voci. Oppure a sezioni personalizzabili, con l’utente che decide cosa tenere nel menu principale e cosa spostare più in basso. L’auspicio, comunque, resta uno solo: mandare in pensione quella struttura su due livelli.
Un cantiere più grande che riguarda tutta l’interfaccia
Il lavoro non si ferma al clic destro. Microsoft sta mettendo mano anche ad altre aree dell’interfaccia che negli anni hanno raccolto critiche. Le build di anteprima più recenti mostrano una barra delle applicazioni più flessibile, un menu Start modulare e maggiore libertà nella gestione delle sezioni visualizzate. Tra le sperimentazioni c’è pure la possibilità di ridurre o eliminare la sezione dei contenuti consigliati, una delle meno amate. Sono interventi che dovrebbero arrivare in Windows 11 entro fine 2026.
La personalizzazione del menu, intanto, potrebbe avere un peso reale nella giornata di chi lavora. Chi gestisce grandi quantità di file, sviluppa software, lavora con contenuti multimediali o usa strumenti professionali passa dal clic destro centinaia di volte al giorno. Un menu più snello e configurabile vuol dire meno clic per arrivare alle funzioni giuste e meno opzioni inutili tra i piedi.