Tra i tanti progetti che ruotano attorno alla galassia di Jeff Bezos, ce n’è uno che ha poco a che fare con il turismo spaziale e molto con la sopravvivenza del pianeta. Si chiama NEO Hunter ed è il frutto di una collaborazione tra Blue Origin e NASA con un obiettivo tanto ambizioso quanto concreto: sviluppare nuove tecniche per deviare asteroidi potenzialmente pericolosi per la Terra. Un tema che, a pensarci bene, riguarda davvero tutti.
La notizia arriva in un momento in cui la difesa planetaria sta guadagnando sempre più spazio nelle agende delle agenzie spaziali di tutto il mondo. Non si tratta di fantascienza o di trame da film catastrofico. Dopo il successo della missione DART, che nel 2022 ha dimostrato che è tecnicamente possibile modificare la traiettoria di un corpo celeste colpendolo con un impattore cinetico, la comunità scientifica ha capito che servono strumenti più sofisticati e versatili. Ed è proprio qui che entra in gioco il progetto NEO Hunter.
Cos’è NEO Hunter e cosa prevede il progetto
Il nome NEO sta per Near Earth Object, ovvero quegli oggetti celesti la cui orbita li porta a transitare in prossimità del nostro pianeta. Alcuni di questi sono del tutto innocui, altri invece potrebbero rappresentare una minaccia reale. Il programma NEO Hunter punta a sviluppare tecnologie in grado non solo di individuare questi asteroidi con maggiore precisione, ma anche di intervenire attivamente per deviarli nel caso in cui la loro traiettoria risultasse pericolosa.
Blue Origin, la compagnia aerospaziale fondata da Bezos, porta in dote la propria esperienza nella costruzione di lanciatori e veicoli spaziali, mentre la NASA mette sul piatto decenni di ricerca nel campo della scienza planetaria e della navigazione interplanetaria. Una combinazione che, almeno sulla carta, ha tutte le premesse per funzionare.
Il punto, però, è che le tempistiche restano ancora piuttosto incerte. Non esiste al momento una data precisa né per il lancio di una missione dimostrativa né per l’eventuale dispiegamento operativo del sistema. Si sa che il lavoro è in corso e che le due realtà stanno esplorando approcci diversi rispetto al semplice impatto cinetico già testato con DART, ma i dettagli tecnici sono ancora avvolti da una certa riservatezza.
Perché questo progetto è diverso dagli altri
Quello che rende NEO Hunter particolarmente interessante è il fatto che coinvolga un attore privato con risorse enormi come Blue Origin in un ambito tradizionalmente dominato dalle agenzie governative. Il turismo spaziale, i voli suborbitali, le stazioni orbitali commerciali: sono tutti business che Bezos conosce bene e su cui ha investito miliardi. Ma la difesa planetaria è un terreno completamente diverso, dove il ritorno economico è praticamente nullo e l’unico vero guadagno è la sicurezza collettiva.
Questa collaborazione tra pubblico e privato potrebbe rappresentare un modello anche per altre iniziative legate alla protezione della Terra. NASA ha già dimostrato di saper lavorare con aziende private in settori come il trasporto di equipaggi verso la Stazione Spaziale Internazionale, e il passo successivo verso la protezione dagli asteroidi sembra una naturale evoluzione di quel rapporto.
