La robotica industriale sta per fare un salto enorme, e a guidare la carica è Hyundai. Il colosso sudcoreano ha svelato una strategia che ha dell’incredibile: portare 25 mila robot umanoidi Atlas all’interno dei propri impianti produttivi. Non si parla di un progetto pilota o di qualche test in scala ridotta. Qui si parla di un vero e proprio esercito di macchine pensate per lavorare fianco a fianco con gli operai nelle linee di produzione. Il piano è stato presentato durante un incontro finanziario con JPMorgan Chase, e i numeri messi sul tavolo sono di quelli che fanno alzare più di un sopracciglio.
L’obiettivo dichiarato è raggiungere una capacità produttiva annua di 30 mila unità di questi robot entro il 2028. Detto così sembra quasi semplice, ma il nodo centrale della questione sta proprio nella complessità della produzione. Per far muovere i giunti e le articolazioni dei robot Atlas servono componenti molto sofisticati, chiamati attuatori. Sono il cuore meccanico di ogni umanoide, quelli che permettono movimenti fluidi e precisi. E quando si ragiona su decine di migliaia di unità, il rischio di restare in balia dei fornitori esterni diventa concreto. Hyundai ha deciso di aggirare il problema alla radice, pianificando la produzione locale di oltre 300 mila attuatori all’anno direttamente nelle proprie fabbriche statunitensi. Una mossa che dice molto sulla volontà di mantenere il controllo totale sulla filiera.
Dove e quando entreranno in funzione i robot umanoidi
Per quanto riguarda la tempistica, i primi robot umanoidi inizieranno a operare nel 2028 all’interno del polo Hyundai Metaplant America, situato in Georgia. È lì che la fase operativa prenderà il via, con i primi Atlas effettivamente al lavoro negli impianti. L’anno successivo, nel 2029, sarà la volta dello stabilimento Kia, sempre nello stesso Stato americano. Un percorso graduale, ma con tappe ben definite.
Quello che colpisce di questa operazione non è solo la scala, ma anche la determinazione con cui Hyundai sta costruendo l’intera infrastruttura necessaria. Produrre robot Atlas in queste quantità non significa semplicemente assemblare pezzi: vuol dire ripensare interi processi industriali, dalla componentistica agli spazi fisici delle fabbriche.

