Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di missili ipersonici. Trattasi di missili che non sono solo estremamente veloci ma stanno anche cambiando gli equilibri militari tra le grandi potenze. Su questo punto si concentra una recente ricerca condotta in Cina, che si scaglia contro le attuali difese degli Stati Uniti.
I sistemi antimissile sviluppati negli ultimi decenni, negli USA, sono stati progettati soprattutto per intercettare missili tradizionali. Questi ultimi seguono traiettorie abbastanza prevedibili. I missili ipersonici, invece, funzionano in modo diverso. Parliamo di armi che superano il limite Mach 5, cioè oltre cinque volte la velocità del suono. Ma la vera differenza non è solo quanto sono veloci. Durante il volo possono cambiare direzione, scendere di quota o compiere manovre improvvise. Tutti fattori che rendono molto più complicato prevedere dove saranno pochi secondi dopo.
Il problema? Il tempo di reazione
Secondo gli autori dello studio citato, uno dei nodi principali riguarda il tempo di risposta. Quando un missile viaggia a velocità ipersonica, il margine per individuarlo, seguirlo e lanciare un intercettore diventa estremamente ridotto. Radar e sistemi di difesa devono prendere decisioni molto più rapidamente. Anche piccoli ritardi nel tracciamento del bersaglio possono compromettere l’intercettazione.
Un altro aspetto riguarda la quota di volo. Diversamente dai missili classici, alcuni di quelli ipersonici possono restare più in basso nell’atmosfera e cambiare traiettoria lungo il percorso. Questo complica ulteriormente il lavoro dei sistemi radar e dei software che calcolano l’intercettazione.
La nuova lotta tra le grandi potenze
Negli ultimi anni lo sviluppo delle armi ipersoniche è diventato una priorità per diverse potenze militari. Oltre agli Stati Uniti, anche Russia e la Cina stessa stanno investendo molto in questo settore, sia per la parte offensiva sia per i sistemi di difesa.
Il risultato è una nuova fase della corsa agli armamenti tecnologici. Da una parte ci sono missili sempre più veloci e difficili da fermare, dall’altra la ricerca di sensori, radar e intercettori capaci di reagire in tempi ancora più rapidi.
Per ora è difficile dire quale tecnologia avrà il vantaggio. Ma una cosa è certa: i missili ipersonici stanno già cambiando il modo in cui le potenze militari pensano alla difesa e alla deterrenza del nemico.
