Negli ultimi mesi, Google ha scelto di puntare forte sulle rinnovabili e, soprattutto, sull’accumulo. Il nuovo data center sorgerà a Pine Island, in Minnesota, a circa un’ora da Minneapolis. Non è una scelta casuale. Si parla di un’area dove l’eolico ha già un peso importante e dove la rete elettrica può integrare grandi quantità di produzione rinnovabile. Il centro del progetto è impressionante: 1,9 gigawatt complessivi da fonti pulite. Di questi, 1,4 arrivano dall’eolico e 200 megawatt dal solare. Ma il vero elemento che cambia le regole del gioco è il sistema di accumulo. Qui entra in scena una batteria da 300 megawatt capace di erogare energia per 100 ore consecutive. Dunque, si parla di 30 gigawattora di capacità. Un numero che, oggi, supera qualsiasi altro impianto operativo al mondo e che le è già valso l’etichetta di batteria più grande mai realizzata. Non è solo una questione di dimensioni, però. È la tecnologia a renderla interessante.
Google punta sulle rinnovabili: ecco i dettagli sulla nuova batteria
La firma è quella di Form Energy, startup che ha deciso di andare controcorrente rispetto al dominio quasi totale delle batterie agli ioni di litio. Qui, infatti, si parla di ferro. Il meccanismo si basa su un processo di ossidazione e deossidazione. L’ossigeno attraversa elementi metallici, il ferro si ossida e genera elettricità. Durante la ricarica, il processo si inverte e la corrente strappa via l’ossigeno dalla ruggine, riportando il ferro al suo stato originale.
Ci sono però degli elementi che fanno riflettere. L’efficienza si muove tra il 50% e il 70%. Quindi ben lontana dal 90% delle batterie al litio. Inoltre, tali strutture sono più ingombranti e pesanti. Però costano molto meno: almeno un terzo rispetto alle soluzioni tradizionali su larga scala. E quando si parla di accumulo per centinaia di ore, il costo diventa la variabile decisiva.
C’è poi un aspetto politico ed economico non secondario. Google si farà carico dei sovrapprezzi legati alle nuove infrastrutture, evitando che finiscano in bolletta per gli utenti. È un dettaglio che cambia la percezione dell’intero progetto. Se funzionerà come promesso, non sarà solo un data center più verde. Sarà un modo diverso di pensare la stabilità della rete elettrica.
