La fuga di cervelli da SpaceXAI, la società nata dalla fusione tra SpaceX e xAI voluta da Elon Musk, non accenna a fermarsi. Da febbraio a oggi, più di 50 tra ricercatori e ingegneri hanno lasciato l’azienda, e tra questi ci sono figure chiave che lavoravano su coding, modelli del mondo e sulla voce di Grok. Un’emorragia di talenti che sta creando non poche preoccupazioni sia dentro che fuori l’organizzazione.
A beneficiare di questa situazione sono soprattutto i concorrenti diretti. Meta avrebbe assorbito almeno 11 ex dipendenti di xAI dal momento della fusione, mentre almeno sette persone hanno scelto di unirsi a Thinking Machines Lab, la startup fondata da Mira Murati. Il risultato più vistoso riguarda il team di pre-training, ormai ridotto a una manciata di persone. SpaceX aveva acquisito xAI a febbraio, trattandosi di due aziende entrambe di proprietà di Musk, e successivamente ha insediato una nuova leadership. Il rebranding in SpaceXAI è arrivato a maggio 2026.
SpaceXAI: il nodo del pre-training e la cultura del lavoro estremo
Le partenze dal team di pre-training sono quelle che preoccupano di più. La fase di pre-training è il primo passo fondamentale per costruire nuovi modelli di intelligenza artificiale, e l’esodo è iniziato dopo l’uscita del team lead Juntang Zhuang. In molti, dentro e attorno a SpaceXAI, si chiedono apertamente se l’azienda sia ancora davvero intenzionata a sviluppare modelli AI di punta, oppure se stia perdendo la rotta.
C’è poi un tema culturale che pesa parecchio. La filosofia di lavoro estremo imposta da Musk sarebbe stata un fattore determinante nella decisione di diversi dipendenti di andarsene. Non è una novità, peraltro: lamentele simili sono emerse più volte anche da Tesla e da altre realtà controllate da Musk. Secondo una fonte, Musk avrebbe fissato scadenze irrealistiche per l’addestramento dei modelli, il che avrebbe portato a tagliare gli angoli nello sviluppo di Grok.
L’effetto IPO e la tentazione di monetizzare
Non tutte le uscite sono per forza legate a insoddisfazione professionale o a burnout. Alcune partenze potrebbero essere motivate semplicemente dalla voglia di incassare. SpaceX organizza regolarmente operazioni di vendita privata delle azioni maturate dai dipendenti, e con le aspettative altissime legate a una possibile IPO della società, in tanti potrebbero sentire di essere ormai vicini alla liquidità. Quando la prospettiva economica diventa concreta, la motivazione a restare in un ambiente ad altissima pressione, dove per giunta il futuro tecnologico del progetto non è chiarissimo, inevitabilmente cala.
Il quadro complessivo per SpaceXAI resta quindi delicato. Oltre 50 uscite in pochi mesi, un team di pre-training svuotato, competitor aggressivi pronti ad accogliere i fuoriusciti e una cultura aziendale che continua a generare malcontento. SpaceX non ha rilasciato commenti sulla vicenda.
