QuitGPT è una nuova campagna online che invita gli utenti ad abbandonare ChatGPT. Il motivo di tale “invito” non riguarda un disservizio o una protesta contro una funzione mal riuscita. Il punto di partenza è una forma di boicottaggio politico. L’iniziativa ruota attorno al sito quitgpt.org e sta trovando terreno fertile soprattutto negli spazi digitali dove tecnologia e politica si intrecciano. Il bersaglio dichiarato è OpenAI, scelta non a caso. ChatGPT è oggi una delle piattaforme di AI più diffuse al mondo e, proprio per tale motivo, diventa un simbolo perfetto. Secondo i numeri diffusi dalla campagna, le adesioni o condivisioni online avrebbero superato quota 700.000. Una progressione notevole, anche se ancora piccola se confrontata con la platea globale di ChatGPT, che supera gli 800 milioni di utenti.
Ecco i punti fondamentali dell’iniziativa QuitGPT contro OpenAI
Tra i sostenitori più visibili compare anche l’attore Mark Ruffalo, che ha rilanciato l’iniziativa sui social invitando altri artisti a fare lo stesso. Le critiche avanzate dagli organizzatori si muovono su più livelli. Da un lato, vengono citate presunte donazioni politiche attribuite ai vertici di OpenAI. QuitGPT sostiene che Greg Brockman e sua moglie abbiano donato 25 milioni di dollari a MAGA Inc nel 2025 (Super PAC legato a Donald Trump). Inoltre, viene ricordata anche una donazione da 1 milione di dollari attribuita a Sam Altman per il fondo inaugurale dello stesso anno. Cifre che la campagna presenta come significativamente superiori rispetto a quelle di altre aziende del settore AI.
Un secondo fronte riguarda l’uso di modelli GPT in contesti governativi controversi. In particolare, viene menzionato ICE e uno strumento di screening dei curriculum che, secondo QuitGPT, sarebbe basato su GPT-4. A sostegno di tale tesi, la campagna richiama un inventario ufficiale dei sistemi di AI pubblicato dal Dipartimento per la Sicurezza Interna degli Stati Uniti.
C’è poi un piano più ampio, quasi culturale. ChatGPT non sarebbe solo un prodotto, ma un attore che influenza comportamenti, abitudini e persino dinamiche relazionali. Con tali premesse non resta che attendere e scoprire se tale campagna riuscirà davvero ad incidere sul settore AI e in particolare sul futuro di ChatGPT.
