La missione Psyche della NASA ha appena compiuto uno dei passaggi più critici del suo lungo viaggio verso l’asteroide metallico 16 Psyche, sfruttando un sorvolo ravvicinato di Marte per guadagnare velocità e correggere la traiettoria senza bruciare carburante prezioso. La sonda Psyche, lanciata nell’ottobre 2023 a bordo di un razzo SpaceX Falcon Heavy, è ora nel pieno della fase interplanetaria e tutto sta procedendo come previsto dal piano di volo originale.
Il passaggio vicino a Marte non è stato un evento casuale né puramente spettacolare. La sonda si è avvicinata al pianeta rosso fino a circa 4,8 milioni di chilometri dalla superficie, una distanza che può sembrare enorme ma che in termini spaziali è tutt’altro che banale. Questa manovra sfrutta quello che si chiama effetto fionda gravitazionale: in pratica, la gravità del pianeta viene usata per accelerare la sonda e modificarne la rotta, senza consumare propellente in modo significativo. Nel caso specifico, il carburante risparmiato è lo xeno, utilizzato dal sistema di propulsione ionica solare elettrica che rappresenta una delle tecnologie più avanzate a bordo della sonda Psyche. Una vera e propria spinta naturale, insomma, che ha permesso di allineare la traiettoria con quella dell’asteroide di destinazione.
Come spesso accade con queste missioni, il sorvolo di Marte è stato anche una buona occasione per mettere alla prova gli strumenti scientifici. Il team della NASA ha calibrato le telecamere e verificato il funzionamento dell’equipaggiamento di bordo, che ha già iniziato a catturare immagini del pianeta durante l’avvicinamento. Marte è apparso come una sottile falce luminosa, un effetto legato all’angolazione della sonda rispetto al Sole e alla riflessione della luce sulla superficie e sulla polvere atmosferica. Le immagini raccolte verranno trasmesse nelle prossime settimane attraverso il Deep Space Network, e forniranno una prima dimostrazione concreta delle capacità operative della sonda Psyche.
L’asteroide 16 Psyche e perché è così speciale
Ma il cuore della missione resta l’arrivo sull’asteroide 16 Psyche, che orbita nella fascia principale tra Marte e Giove. Quello che rende questo corpo celeste così affascinante per la comunità scientifica è la sua composizione: si ritiene che sia formato in larga parte da metalli come ferro e nichel, e che potrebbe rappresentare il nucleo residuo di un antico protopianeta, distrutto miliardi di anni fa durante le prime fasi di formazione del sistema solare.
Studiare da vicino un oggetto del genere potrebbe svelare informazioni fondamentali sulla struttura interna dei pianeti rocciosi, compresa la Terra, il cui nucleo è troppo profondo e inaccessibile per essere osservato direttamente. È un po’ come avere la possibilità di guardare dentro un pianeta senza doverlo scavare.
La sonda Psyche dovrebbe raggiungere l’asteroide nel corso del 2029. Una volta in orbita, inizierà una fase di osservazione lunga oltre due anni, durante la quale gli strumenti a bordo analizzeranno nel dettaglio composizione, campo magnetico e struttura gravitazionale dell’asteroide. L’obiettivo è ricostruire, almeno in parte, i processi che hanno portato alla formazione dei pianeti.
Nessuna corsa all’oro spaziale: la missione resta puramente scientifica
Nonostante le speculazioni ricorrenti sul valore economico di 16 Psyche, spesso stimato in cifre astronomiche proprio per via della sua composizione metallica, la missione non ha alcun legame con ipotetiche attività di estrazione mineraria. Si tratta di un progetto puramente scientifico, pensato per ampliare la conoscenza del sistema solare e dei meccanismi che hanno dato forma ai pianeti come li conosciamo oggi.
Il sorvolo di Marte conferma che la sonda Psyche è sulla rotta giusta e che ogni manovra, anche quella apparentemente più semplice, è il risultato di anni di pianificazione e sviluppo. Nei prossimi mesi l’attenzione resterà alta, in attesa delle prime immagini e dei primi dati che arriveranno una volta raggiunto l’asteroide nel 2029.
