La nuova Siri che Apple sta preparando avrà tra le sue funzioni una opzione per cancellare automaticamente le conversazioni, e questo la renderà probabilmente l’assistente vocale più attento alla privacy tra quelli disponibili sul mercato. Eppure, non è detto che attivare questa funzione sia sempre la scelta migliore per tutti.
Come funzionerà la nuova Siri con Gemini e la privacy
Partiamo da quello che sappiamo. La nuova versione di Siri sarà alimentata dal modello Gemini di Google, ma con una differenza fondamentale rispetto a quello che ci si potrebbe aspettare: non girerà sui server di Google. Apple ha confermato che le funzioni di intelligenza artificiale verranno eseguite direttamente sul dispositivo ogni volta che sarà possibile, e quando servirà più potenza di calcolo, il modello Gemini verrà fatto girare sui server Private Cloud Compute di Apple. L’accordo tra le due aziende prevede inoltre che le conversazioni con Siri non potranno essere usate per addestrare il modello Gemini. Un dettaglio non da poco.
Tim Cook, CEO uscente di Apple, aveva commentato così la collaborazione: la convinzione è che si possano sbloccare molte esperienze e innovare in modo significativo grazie a questa partnership, continuando a operare sul dispositivo e su Private Cloud Compute, mantenendo gli standard di privacy che hanno sempre contraddistinto l’azienda.
A tutto questo si aggiunge ora la notizia che la nuova app di Siri offrirà la possibilità di far cancellare automaticamente la cronologia delle chat. Le opzioni saranno le stesse già disponibili nell’app Messaggi: eliminazione automatica dopo 30 giorni, dopo un anno, oppure conservazione a tempo indeterminato.
Perché non conviene sempre cancellare le conversazioni con Siri
Sulla carta sembra una funzione eccellente, e lo è. Avere la possibilità di scegliere è sempre un vantaggio. Però c’è un aspetto che vale la pena considerare prima di attivare la cancellazione automatica: i chatbot basati su intelligenza artificiale imparano dalla cronologia delle conversazioni. Quel contesto accumulato nel tempo può fare una differenza enorme nella qualità delle risposte future.
Pensate a come funziona oggi con altri assistenti AI. Chi usa regolarmente strumenti come Claude, per esempio, sa bene che è possibile “addestrare” il chatbot sia in modo esplicito che implicito. Si possono dare istruzioni permanenti, come chiedere risposte concise, evitare un linguaggio troppo enfatico, includere sempre i link alle fonti. Ma il sistema impara anche dalle abitudini: dal tipo di domande che vengono poste, dal feedback ricevuto sulle risposte, dalle ricerche effettuate in precedenza. Col tempo, le risposte diventano sempre più calibrate e pertinenti.
Lo stesso meccanismo varrà per la nuova Siri. Cancellare automaticamente tutte le conversazioni significherebbe rinunciare a quel bagaglio di contesto che l’assistente ha costruito nel tempo. Per chi tiene particolarmente alla personalizzazione delle risposte, non è un compromesso ideale.
Un approccio più equilibrato alla gestione delle chat
Questo non vuol dire che la cronologia debba restare intatta per sempre, senza eccezioni. La nuova Siri permetterà anche la cancellazione manuale di singole conversazioni. È una soluzione più chirurgica: se una sessione contiene dati sensibili o informazioni che non si vuole vengano conservate, basta eliminarla a mano, senza buttare via tutto il resto.
C’è poi un altro accorgimento che chi ha dimestichezza con i chatbot AI conosce bene: conviene sempre aprire una nuova conversazione per ogni argomento. Se si accumula tutto in un’unica chat, il sistema deve processare l’intero contenuto ogni volta che si aggiunge qualcosa, consumando molti più token. In più, ritrovare e riprendere sessioni precedenti diventa molto più semplice quando ogni conversazione è separata e ha un nome riconoscibile nella cronologia.
La funzione di cancellazione automatica delle chat di Siri sarà disponibile al lancio della nuova app, con le tre opzioni già menzionate: 30 giorni, un anno, o conservazione illimitata.
