Il mondo degli eVTOL sta vivendo una fase quasi di passaggio. Da un lato c’è ancora quell’aura da tecnologia del futuro, dall’altro iniziano ad accumularsi risultati concreti. Non si tratta più soltanto di concept affascinanti mostrati alle fiere, ma di velivoli che accendono i motori, si sollevano da terra e affrontano test sempre più impegnativi. È in tale contesto che si inserisce il recente annuncio di AutoFlight, che ha comunicato il successo del primo volo pubblico del suo Matrix, un eVTOL appartenente alla classe delle cinque tonnellate. La notizia non è interessante solo per il “volo riuscito”, ma per ciò che quel volo rappresenta. Matrix ha completato l’intera sequenza operativa: decollo verticale, transizione alla crociera orizzontale e ritorno all’atterraggio verticale. Un ciclo completo, senza semplificazioni.
AutoFlight: test completi per l’eVTOL Matrix
Il test, svolto presso il centro di prova a bassa quota dell’azienda, ha avuto l’obiettivo di verificare il comportamento del velivolo in condizioni realistiche. Quando si parla di una macchina con una massa massima al decollo di 5.700 chilogrammi, ogni parametro diventa più critico. La propulsione elettrica ad alta potenza, l’aerodinamica, la gestione energetica e la logica di volo vengono spinte verso limiti ben più severi rispetto a quelli di un dimostratore leggero.
Matrix, del resto, non nasce come semplice taxi volante urbano. Le sue dimensioni, 20 metri di apertura alare, 17,1 di lunghezza e 3,3 di altezza, raccontano di una piattaforma pensata per scenari più ampi. La configurazione interna può variare: fino a dieci sedili in stile business o sei in allestimento VIP per il trasporto passeggeri. Oppure una versione cargo dedicata alla logistica pesante. Il carico utile massimo raggiunge i 1.500 chilogrammi, con un portellone frontale progettato per facilitare l’imbarco di container standard AKE.
Un altro aspetto interessante è la flessibilità del sistema di alimentazione. In modalità completamente elettrica, l’autonomia dichiarata si aggira intorno ai 250 chilometri, ideale per missioni regionali o collegamenti rapidi. La variante ibrida, invece, spinge la portata fino a circa 1.500 chilometri, aprendo prospettive diverse, che vanno oltre il perimetro urbano. Dal punto di vista progettuale, la configurazione lift-and-cruise con ala composta e layout triplano riflette la ricerca di stabilità, efficienza e ridondanza dei sistemi. Non ci sono ancora indicazioni precise su una messa in servizio operativa, ma il successo di test pubblici suggerisce che la maturazione tecnologica stia procedendo con passo deciso.
