Il rover Curiosity continua a regalare scoperte affascinanti dal suolo marziano, ma ogni tanto arrivano anche gli imprevisti. Quello capitato di recente ha lasciato letteralmente a bocca aperta gli ingegneri della Nasa: durante un’operazione di perforazione, una roccia si è staccata completamente dal terreno ed è rimasta incastrata alla trivella del rover. A immortalare questo singolare incidente sono state le telecamere in bianco e nero per la rilevazione di ostacoli, montate sulla parte anteriore del telaio di Curiosity. La sequenza di immagini ha permesso al team di mettersi subito al lavoro per liberare il braccio robotico, azionando ripetutamente la trivella per diversi giorni prima di riuscirci.
Per chi non lo sapesse, il rover Curiosity è stato sviluppato dal Jet Propulsion Laboratory (Jpl) ed è atterrato su Marte nell’agosto del 2012. La sua missione principale è cercare prove che l’antico pianeta rosso avesse condizioni in grado di supportare la vita microbica, una forma di vita che potrebbe essere esistita sul pianeta miliardi di anni fa. Nel 2020, tra l’altro, Curiosity ha condotto un esperimento nella regione di Glen Torridon, all’interno del cratere Gale, un’area particolarmente ricca di minerali argillosi. Quei minerali indicano in modo piuttosto forte la presenza di acqua in passato, e i campioni sono stati raccolti grazie agli strumenti a bordo noti come Sample Analysis on Mars (Sam).
Un imprevisto mai visto in quasi 14 anni di missione
Il 25 aprile scorso, il rover Curiosity stava tentando di prelevare un campione da una roccia soprannominata Atacama. Secondo le stime, questa roccia misura circa 45 centimetri di diametro, circa 15 centimetri di spessore e pesa attorno ai 13 chilogrammi. Fin qui, nulla di anomalo. Il problema è arrivato quando il rover ha ritratto il braccio robotico dopo la perforazione: l’intera roccia si è inaspettatamente sollevata dalla superficie marziana, restando attaccata al manicotto che circonda la punta rotante della trivella.
E non si tratta di un episodio banale. In passato, altre operazioni di perforazione di Curiosity avevano causato crepe o rotture degli strati superiori delle rocce marziane, cose che possono capitare. Ma secondo la Nasa, in quasi 14 anni di missione questa è stata la prima volta in assoluto che una roccia è rimasta fisicamente attaccata al rover stesso. Un evento davvero raro, che ha richiesto parecchia inventiva per essere risolto.
Come si è risolto il problema?
Il team della Nasa ha inizialmente provato a rimuovere la roccia facendo vibrare la trivella e regolando la posizione del braccio robotico, ma senza alcun successo. Dopo diversi tentativi, che hanno portato soltanto alla caduta di un po’ di polvere e sabbia, il primo maggio scorso gli ingegneri hanno cambiato strategia. Hanno inclinato maggiormente la trivella, l’hanno ruotata e fatta vibrare, e hanno messo in moto la punta. Il team si aspettava di dover ripetere queste operazioni più volte, ma le cose sono andate meglio del previsto: la roccia si è staccata già al primo tentativo, frantumandosi in mille pezzi nel momento in cui ha colpito il suolo marziano.
